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Dati tecnici del Teatro

da "I Teatri storici della Toscana", vol. II, Regione Toscana, 1991 (per gentile concessione della Regione Toscana)

Tipologia originaria

1870, pianta a ferro di cavallo con 41 palchi
suddivisi in 3 ordini (Timoleone Crocchi)

Dati tecnici
Boccascena largo m 6.20, alto m 5
Palcoscenico largo m 13.10, profondo m 6.50, alto m 7.50
Platea larga m 8.50, profonda m 11
Capienza totale 300 posti

Posto sull’asse vario principale che attraversa il centro moderno di Roccastrada, l’attuale teatro comunale si affaccia su via Roma con il suo elegante prospetto neocinquecentesco diviso in due zone orizzontali concluse da un attico a balcone e riccamente decorato con cornici marcapiano e con le modinature che incorniciano le finestre del primo piano e i tre ingressi del piano terra.
L’edificio risale al 1870, quando la locale Accademia filodrammatica dei Concordi, coadiuvata dal Comune, ne affidò i lavori di progettazione e costruzione all’ingegnere Timoleone Crocchi; il 6 agosto 1872 fu inaugurato e prese il nome di Teatro dei Concordi. Su <<L’Ombrone>> del 4 agosto 1872 leggiamo: <<…quanto si dice, è riuscito bellino assai da meritare elogi per tutti quelli che hanno preso parte a costruirlo (…). Per Roccastrada è già molto avere un teatro così, il quale ben usato, potrà potentemente servire ad educare a ad incivilire quella popolazione che, per quanto suscettibile di miglioramento essa sia, è guastata tuttora da certe consorterie che cercano fersene istrumento per i loro egoistici fini>> .
La sala teatrale aveva pianta a ferro di cavallo leggermente scampanato, tre ordini di palchi (con rispettivamente 12, 13 e 12 palchi ciascuno) e altri 4 palchi, collocati come barcacce, nell’arco scenico, come tuttora si può constatare poiché la planimetria e la volumetria originaria ci sono pervenute quasi intatte, salvo alcune sommarie ristrutturazioni funzionali al diverso uso del locale nel corso del tempo.
Restaurato nel 1923, dopo i danni provocati da un ciclone, e nell’immediato dopoguerra, il teatro mantenne la sua funzione originaria fino all’inizio degli anni ’50; quindi fu adibito esclusivamente a cinema e sala da ballo per oltre un decennio.
Nella seconda metà del 1960 l’edificio presentava molti segni di instabilità, dovuti alla prolungata assenza di restauri conservativi e perciò venne chiuso per ragioni di pubblica sicurezza.
Dopo un periodo di inattività nel 1970 il Comune ha acquistato lo stabile ed ha iniziato un vasto e complesso programma di ristrutturazione sotto la direzione del geometra dell’Ufficio Tecnico comunale Sergio Barberini; i lavori tuttora in corso sono in fase avanzata di realizzazione. Dopo le prime opere di consolidamento, consistenti nella ricostruzione del tetto con una nuova volta a calotta e dei solai, eseguiti subito dopo l’acquisizione, nel 1979 e nel 1984 sono stati avviati i lavori di <<restauro>> delle strutture, la costruzione dell’impianto elettrico, il rifacimento delle decorazioni e dell’arredo.
L’esterno del teatro appare caratterizzato dal portone d’ingresso principale, messo in risalto sia dalle maggiori dimensioni e dalla conclusione arcuata che da un’elegante portale con due colonne tuscaniche staccate dalla facciata che sorreggono un balcone a balaustri. Dal piccolo atrio d’ingresso si accede lateralmente alle scale che portano ai palchi e al centro alla platea. Quest’ultima è attualmente priva di posti a sedere a causa dei lavori di rifacimento del vecchio pavimento che è stato sostituito con uno completamente nuovo realizzato a parquet con listelli posti a spina di pesce.
L’ampio palcoscenico, avanzante nella platea di circa 2 matri e mezzo, è stato completamente ristrutturato ed è in corso di completamento nelle sue dotazioni fisse e negli impianti; anche la graticciata è stata rinnovata, ma risulta ancora sprovvista di ogni corredo. Sono da segnalare l’esistenza di camini di ventilazione, sul volume della platea e la presenza della buca d’orchestra con una capienza di circa quaranta orchestrali.
L’ingente opera di restauro ha posto le premesse per il recupero funzionale dell’edificio, ma lascia molto a desiderare sul piano del rispetto dell’immagine originaria del teatro e delle stratificazioni storiche verificatesi nel tempo. A questo proposito la Relazione Tecnica sulla ristrutturazione del teatro, redatta dall’Ufficio Tecnico comunale in data 26 marzo 1984, chiarisce molto bene i criteri generali che hanno ispirato l’intervento: dopo aver liquidato molto genericamente e in modo sbrigativo il problema dello stato originario e delle stratificazioni successive (<<Visto che nel corso del tempo l’interno del teatro, sia platea che foyer, che la zona del palcoscenico era stato manomesso piuttosto pesantemente…>>), si afferma che l’edificio dopo i lavori di consolidamento e restauro <<è stato riportato al suo "scheletro" eliminando le superfetazioni che nel corso del tempo avevano sfigurato l’interno>>.
Quest’opera di riduzione tuttavia ha prodotto la manomissione di alcune significative testimonianze relative al restauro eseguito dopo il ciclone del 1923, firmate da Sem Benelli: si poteva ad esempio evitare di rimuovere l’epigrafe posta sopra le due colonne dell’atrio (<<RESURGO.ET.IN MELIVS.NITEO>>) ispirata da Benelli a suggello del restauro del 1930.
Si è voluto conferire al teatro, che diventerà il principale centro di riferimento dei gruppi teatrali giovanili della provincia di Grosseto, un aspetto anonimo, disponibile ad arredi, sia moderni che in stile: <<L’ingresso è stato "aperto" ed inquadrato da due colonne di pietra serena (che sostituiscono le originali troppo deteriorate), in questo spicca il pavimento color rosa antico di un bel "portasanto classico". Nella platea è stata realizzata una volta a calotta sferica che copre il prospetto curvilineo della platea rendendo il tutto simile a una bomboniera. Le cornici continue e la lunga greca a semplice racemo sbassano otticamente i parapetti dei palchi rendendo il tutto più proporzionato. La tenue decorazione, esaltata dalla tinteggiatura, rende il tutto molto delicato ed adatto ad essere arredato sia con pezzi moderni che antichi>> .

S 1. BIBLIOGRAFIA
S 1.2.a <<L’Ombrone>>, 4/8/1872 (consult. Presso B.C.C.G.).
S 1.4.a Accenno o solo notizia: <<In Roccastrada il 6 Agosto sarà inaugurato il nuovo teatro che, a quanto si dice, è riuscito bellino assai, da meritare elogi per tutti quelli che hanno preso parte a costruirlo, e specialmente per l’architetto signor Crocchi. La compagnia drammatica Ventrella vi darà un corso di 25 recite circa. Per Roccastrada è già molto avere un teatro così, il quale ben usato, potrà potentemente servire ad educare e ad incivilire quella popolazione che, per quanto suscettibile di miglioramento essa sia, è guastata tuttora da certe consorterie che cercano farsene istrumento per i loro egoistici fini >>.
S 1.1.b SERMONI, MARIO
S 1.2.b Notizie sulle rappresentazioni teatrali in Maremma nei sec. XVII e XIX, in Sintesi 1766-1966. 2° Centenario della provincia
Grossetana, Cantagalli, Siena 1966 (consult. Presso B.C.C.G., GRE 347).
S 1.4.b Accenno o solo notizia: a p. 98 <<Il 6 Agosto viene inaugurato il Nuovo teatro di Roccastrada costruito su disegno dell’architetto
Crocchi; in scena la compagnia Vetrella che rimane a Roccastrada Per 25 recite>>.

S 2. DATI STORICI
Situazione iniziale
S 2.0.a Nomi acquisiti in tempi successivi: 1872 Teatro dell’Accademia Dei Concordi, 1970 Teatro Comunale.
S 2.1.a Il teatro, di forma elegante, fu inaugurato il 6 Agosto 1872.
Ne furono fondatori gli accademici concordi di Roccastrada. Fu utilizzato per spettacoli di prosa, poi come cinema e come sala da ballo. Inattivo dal 1967, è tuttora in corso di restauro (S 1.a e S 3.) [ora restaurato, 1999 n.d.r.]
S 2.2.a Ubicazione: via Roma
S 2.3.a Attività: dal 1872 al 1923, dal 1924 al 1950. Interruzioni: 1923
S 2.4.a Dati tecnici: forma della pianta del teatro a ferro di cavallo.
S 2.5.a Ordini di palchi n. 3, numero di palchi 41.
S 2.7.a Architetto: Timoleone Crocchi (S 1.a,S 1.b,S 3.).
S 2.8.a Data inaugurazione teatro: 1872
S 2.9.a Opera inaugurale: recita della compagnia drammatica Ventrella (S 1.a)
S 2.10.a Descrizione relativa all’inaugurazione a stampa (S 1.a)
S 1.14.a Il teatro subì danni imprecisati (non gravi) a causa del ciclone del 1923 e
fu danneggiato anche durante l’ultima guerra.

Ristrutturazioni successive
S 2.51.b Restaurato dopo i danni subiti in seguito agli ultimi eventi bellici,
il teatro intorno ai primi anni ’50 divenne cinema, senza subire delle
ristrutturazioni radicali (S 3.).
S 2.53.b Variazioni apportate alla struttura: costruzione della cabina di
proiezione, impianto dello schermo cinematografico (tradizione orale).
S 2.55.b Deterioramento della struttura architettonica: deterioramento
generale 1960-65 (S 3. e tradizione orale).
S 2.56.b Teatro esistente.
S 2.57.b Motivo della cessata attività: necessità di consistenti restauri (S 3.).
S 2.58.b Trasformazione: in cinema dal 1950 al 1960-65 circa (S 3.).
S 2.59.b Annotazioni: Inagibile dal 1965 circa,il teatro è attualmente in
ristrutturazione [ora non più. n.d.r. ]; i lavori sono iniziati dal 1984.
S 3. DOCUMENTI
S 3. 0. RELAZIONE TECNICA

S 3. 1. Roccastrada, A.C.R., Ufficio Tecnico
S 3. 2. Data documento: 1984
S 3. 3. Titolo del fascicolo: Relazione tecnicaa sulla ristrutturazione
S 3. 4. Notizie storiche: nella prima pagina della Relazione vengono forniti dei cenni storici. L’ Accademia filodrammatica dei Concordi promosse la costruzione del teatro nel 1870; l’ edificio fù inaugurato nel 1872. Planimetria e volumetria ci sono pervenute intatte salvo lievi modifiche relative all’ uso del locale. Il teatro subì dei danni nel 1923 per un ciclone e durante l’ ultima guerra. Nel 1950 al 1960 circa fù adibito a cinema; fu chiuso per necessità di notevoli restauri intorno ai primi anni ’60.S 3.15. Del documento è stato eseguito: numero 2 fotocopie, depositate presso
D.I.C.

T2. PROPRIETA’ PASSATA E ATTUALE
T 2.1. Committenti o promotori della fondazione: Accademia Filodrammatica Dei Concordi.
Successione della proprietà: Accademia dei Concordi, privati, Amministrazione Comunale ( 1970 ).
T 2.2 Proprietà attuale: Amministrazione Comunale

T3. GESTIONE
[Ora ristrutturato, la gestione artistica è affidata all'agenzia AD ARTE di Firenze. n.d.r.]

T4. INTERVENTI RELATIVI ALL’ATTUALE REDAZIONE
T 4.1. Progettazione: nel 1870 da Timoleone Crocchi per conto dell’Accademia dei Concordi, innaugurato nel 1872.
T 4.2. Intervento di restauro architettonico: nel 1923 in seguito ai danni causati dal ciclone; nel 1950 viene restaurato in seguito ai danni della guerra e trasformato in cinematografo. Dal 1979 è iniziato un nuovo restauro.
T 4.3-4-5 Adeguamento per l’impianto elettrico generale e del palcoscenico e dell’impianto di riscaldamento: lavori iniziati nel 1979 diretti dal geom. Barberini dell’Ufficio Tecnico Comunale.

T 5. DOCUMENTAZIONE AFFERENTE
T 5.3. Prefettura: Verbali Commissione provinciale di Vigilanza.
T 5.4. Comune: Ufficio Tecnico, progetto di restauro 1979.

T 6. VINCOLI E TUTELA
T 6.1. Notifica: vincolato ai sensi dell’art. 4 della legge 1089/1939.

T 7 TIPOLOGIA
T 7.1 Tipologia prevalente: edificio proprio.
T 7.3 Stile architettonico prevalente: neoclassico.
T 7.4 Stile architettonico aggiunto: ibrido moderno.
T 7.5 Stile prevalente delle decorazioni:esterne ed interne neoclassiche.
T 7.6. Struttura di base della pianta della cavea: a ferro di cavallo.

T 8. IMPIANTI
T 8.1. Platea: metri 8.50X11
T 8.2. Palchi: Tre ordini con 41 palchi profondi m 1.30 con 164 posti; il corridoio di disimpegno che dai palchi porta alle uscite è largo m 1
T 8.4. Palcoscenico: La bocca d’orchestra è profonda m 1.05 rispetto al piano di platea e può ospitare 40 orchestrali, ricavata parzialmente sotto il palcoscenico ed ha un accesso indipendente dalla buca del sottopalco.Il proscenio avanza in sala rispetto alle colonne del boccascena di m 2 (min.) e m 3 (max) , è alto rispetto al piano platea m 1.25.
T 8.8. Palcoscenico ( isolamento di sicurezza del volume della sala rispetto al volume dello spettacolo): Muro tagliafuoco nella zona inferiore del proscenio e camini di ventilazione sul palco.
T 8.9. Palcoscenico: In travi di acciaio e muratura, struttura mista per interventi successivi, il piano è in legno.
T 8.10. Condizioni per lo scarico dei materiali in scena: Dal retropalco con un dislivello di m 1.80 gli autocarri arrivano a fianco del p.; un pannello rigido di m 5x2 avrebbe facile accesso.
T 8.11. Soffitta: Graticcia in legno su lungherine, è agibile e raggiungibile attraverso un accesso con scala a chiocciola in ferro. Il lato superiore della graticcia dista m 0.25-1.70 dal tetto.
T 8.12. Dotazioni fisse di palcoscenico: un ballatoio.
T 8.13. Impianto elettrico e dotazione apparecchi luce: Impianto incassato; cabina luci e cabina di proiezione.
T 8.14. Impianto di riscaldamento: ad aria calda.
T 8.17. Impianto di sicurezza: 6 uscite con larghezza media di m 1.30 e chiusura a spinta; il teatro è isolato da altri edifici.
T 8.19. Servizi igenici: 2 wc e 5 doccie lavamani.
T 8.20. Camerini:3 camerini con dimensione tipo di m 2x3.30.

T 9. SERVIZI
T 9.2. Atrio di ingresso alla platea e ai palchi.
T 9.4. Altri locali antistanti la sala:direzione, foyer moderno.

T 10. MATERIALI
T 10.1. Strutture orizzontali: Solai in gettato, coperture in orditura metallica e laterizio.
T 10.2. Strutture verticali: Fondazioni continue , muri perimetrali in struttura mista, divisori interni in laterizio.
T 10.3 Infissi: finestre in legno, porte di accesso in legno, nei palchi presenti tendaggi.
T 10.4 Opere di rifinitura: decorazioni in stucchi e pittoriche, pavimenti in parquet. Marmo rosso Maremma nel foyer.
T 10.5 Tessuti: tendaggi in velluto rosa antico.

T 11. ELEMENTI PER IL RIUSO
T 11.1. Valutazione potenziale degli impieghi: teatro e cinema.
T 11.2. Valutazione potenziale del pubblico: Roccastrada ha circa 2600 abitanti,
l’area territoriale gravitante su di esso oltre 10000; nel centro sono presenti le scuole dell’obbligo e un centro di formazione professionale, il circolo ARCI, un gruppo teatrale spontaneo a Ribolla, la Filarmonica e animatori culturali. Il Comune è sensibile alla riattivazione del teatro.

T 12. Ambiente culturale
T 12.1. Area culturale: Comuni dell’area grossetana.
T 12.2. Altri usi ai quali il locale viene adibito occasionalmente o temporaneamente: feste mondane, assemblee civiche o politiche, cinematografo (dopo il 1930), dancing.

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