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PREMIO SEM BENELLI 2007
Bando
Rassegna 13 ottobre
- 10 novembre
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CARTELLONE STAGIONE 2006-2007
LOCANDINA (pdf)
ROCCASTRADA Teatro
dei Concordi
inizio spettacoli ore 21.00
domenica 3 dicembre
Indie Occidentali srl
Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando in
PRIMA PAGINA
di Ben Hecht e Charles McArthur
adattamento di Edoardo Erba
regia di Francesco Tavassi
musiche di Giacomo Zumpano
con Roberto Tesconi, Barbara Gallo, Fausto Sciarappa,Jean Marie Ferry
e con Mimmo Mignemi
Commedia grottesca e sempre attuale sul sensazionalismo giornalistico
e l'assurdità della pena di morte, passata alla storia grazie al
celebre film di Billy Wilder che nel 1975 vinse il David di Donatello
come miglior regista straniero, mentre il premio di migliore attore straniero
andò all'indimenticabile 'strana coppia' JACK LEMMON E WALTER MATTHAU,
"Prima Pagina" torna in teatro con due interpreti come Gianmarco
Tognazzi e Bruno Armando, diretta da Francesco Tavassi.
Tribunale di Chicago 1929. I giornalisti aspettano l'esecuzione dell'anarcomarxista
Earl Williams, condannato con la falsa accusa di omicidio. Il reporter
Hildy Johnson che ha deciso di sposarsi e lasciare la vita del cronista
per quella del pubblicitario, resiste al suo cinico direttore che tenta
di trattenerlo. Ma il condannato fugge e casca in braccio proprio a Johnson.
Prima Pagina è a prima vista una commedia leggera che analizza
le manifestazioni più caratteristiche del giornalismo, ma ad una
osservazione più approfondita il reporter ed il suo intrattabile
direttore riassumono i pregi e i difetti di tutta una classe sociale americana.
Per contrappunto non è difficile rilevare una calda partecipazione,
da parte degli autori, al dramma del condannato, crudelmente braccato
dai giornalisti ansiosi di notizie e dagli uomini della legge, non tanto
preoccupati del rispetto di questa, quanto della salvaguardia dei propri
interessi.
Questa spietata e movimentata caccia all'uomo, condotta non in nome di
un ideale di giustizia ma a semplice soddisfazione di bassi e meschini
interessi, alla fine della commedia, danno all'atteggiamento dei protagonisti
un carattere di grottesca sproporzione in cui, al di sopra della risata,
affiora un gelido, tremendo giudizio. Prima Pagina è una satira
sul giornalismo cinico e cialtrone dell'America Anni '20. È anche
un colpo d'ascia inferto all'allucinata euforia legata alla pena di morte,
mentre le autorità civili e politiche appaiono al peggio di sé
e della loro corruzione.
sabato 13 gennaio
I.T.C. 2000
in collaborazione con Fondazione Teatro Stabile Torino
Natalino Balasso e Mirko Artuso in
LIBERA NOS
di Antonia Spaliviero, Gabriele Vacis, Marco Paolini
da suggestioni dall'opera letteraria di Luigi Meneghello
regia di Gabriele Vacis
Dopo il grande successo di pubblico e critica dello scorso anno, torna
Libera Nos, spettacolo costruito sulle suggestioni dell'opera letteraria
del 1963 Libera Nos a malo di Luigi Meneghello, con Natalino Balasso e
Mirko Artuso.
Libera Nos, scritto da Antonia Spaliviero, Gabriele Vacis e Marco Paolini
(che lo ha interpretato insieme a Mirko Artuso nel 1990), diretto da Gabriele
Vacis, ripercorre attraverso il dialetto vicentino, ma anche con la raffinatezza
della lingua italiana scritta, il lieve e terribile tempo in quel paese
della vita che è l'infanzia.
Il tema dello spettacolo è la crescita di un gruppo di bambini
nell'Italia rurale del dopoguerra fino a quando questi ragazzi divengono
adulti e si sposano, con le gioie e i drammi che accompagnano la vita
di ognuno. I personaggi sono tre amici: Cicana, il capobanda, interpretato
da Mirko Artuso; Loba, uno della banda, seguace di Cicana, interpretato
da Natalino Balasso; e Gigi, l'autore, che conduce il racconto della storia,
interpretato anch'esso da Natalino Balasso. Non c'è un personaggio
principale, tutti e tre hanno fondamentale importanza nel racconto.
sabato 3 febbraio
Pupi e Fresedde -Teatro di Rifredi/Arca Azzurra Teatro
Lucia Poli e Marco Natalucci in
BUFFI SI NASCE
rondò di coppie liberamente ispirato a Boccaccio, Machiavelli,
Novelli, Palazzeschi, Chiti
drammaturgia e regia Ugo Chiti
Protagonista la toscanità, raccontata da Ugo Chiti attraverso le
parole di suoi illustri concittadini da Boccaccio a Machiavelli, da Novello
Novelli a Palazzeschi. Lucia Poli, affiancata da Marco Natalucci, interpreta
quello spirito dolce amaro che caratterizza i Toscani.
Buffi si nasce è forse un'impropria titolazione per mettere assieme
personaggi di diversa provenienza, letteraria e teatrale, con vertiginosi
salti temporali, dal 1300 alla contemporaneità, ma tutti accomunati
dalla stessa lingua, città e regione. Firenze, la Toscana.
Buffi si nasce è anche la maniera più allusiva per indicare
una specie umana sempre in bilico su un filo che attraversa la vita mischiando
assieme il tragico e il comico con ambigua consapevolezza. Sono buffi
per eccellenza Calandrino e Monna Tessa. La coppia si stacca dalle pagine
del Decamerone alle prese con un'inquietante, inaspettata maternità.
Il maschio è gravido e la femmina è responsabile di questa
pregnanza.
Anche Nicomaco e Sofronia, isolati dalla Clizia di Machiavelli, si agitano
convulsi in una livida prospettiva di coppia. Buffi loro malgrado, per
contrasto, urgenze, sogni e negazioni. Buffi si possono legittimare anche
Bista e Nunziata che vengono osservati e spiati in una scena, per certi
risvolti, assente dalla Gallina Vecchia di Novelli. È buffa e malinconica
la situazione di un abbandono tra due vecchi amanti che hanno ancora tumultuose
in gola le pretese della vita di coppia.
Dalle Sorelle Materassi di Palazzeschi un lieve intermezzo con al centro
un'altra coppia buffa. Teresa e Carolina le due signorine invecchiate
che osservano il mondo degli altri dalla finestra del loro villino a metà
strada tra città e campagna. Una moglie che muore, Silvana, e un
marito che la veglia, Attilio, sono l'ultima combinazione di buffi in
questo rondò di coppie. Nell'agonia Silvana ritrova la memoria
delle cose con uno sguardo rancoroso e tollerante assieme, quel tono ironico
che segna tutte le altre presenze dello spettacolo.
SALA POLIVALENTE DI RIBOLLA
sabato 24 febbraio
Occupazioni Farsesche
IL VANGELO SECONDO GESÙ CRISTO
prima parte
da "Il Vangelo secondo Gesù Cristo" di Josè Saramago
adattamento, regia e scene di Riccardo Sottili
con Alessandra Bedino, Amerigo Fontani, Marco Natalucci, Gianluigi Tosto
"... il Bene e il Male non esistono in se stessi, ciascuno di essi
è solo l'assenza dell'altro."
Saramago, Premio Nobel per la Letteratura nel 1998, scrisse il "Vangelo
secondo Gesù Cristo" nel 1991 e fu subito polemica con il
governo portoghese che ritenne l'opera 'offensiva per i cattolici'. Saramago
lasciò indignato il paese, egli stesso definì il suo romanzo
"ironico, polemico ma non blasfemo". La trasposizione teatrale
del romanzo scandalo del Premio Nobel, messa in scena da Riccardo Sottili,
prevede un allestimento particolare per soli 100 spettatori nella Sala
polivalente di Ribolla.
Un vangelo moderno, scritto nei primi anni '90. Un vangelo fedele nella
fabula e, al tempo stesso, molto diverso dagli originali canonici. Una
storia popolare, che attinge al fantastico senza dimenticare le fonti
storiche. Una avvincente parabola sulla vita di Gesù, primo uomo
moderno, segnata fin dall'Annunciazione dall'eterno conflitto tra bene
e male, tra umano e divino. Un Cristo, quello di Saramago, alla continua
ricerca del Dio Padre e che una volta trovatolo e appresi i Suoi imperscrutabili
piani, si trasforma nel primo vero Figlio "ribelle". "Le
colpe dei padri ricadono sempre sui figli", dice Saramago, ed è
appunto a questo destino fatale che Gesù tenta di sfuggire. La
"prosa magmatica" di Saramago ed il suo linguaggio parlato dall'altissima
qualità formale aiutano a rileggere le origini e lo sviluppo della
storia e della cultura occidentali, cercando di liberarle dal complesso
del peccato originale e dalla brama di potere di un Dio colpevole. Una
storia antica, mitica, per uno spettacolo di narrazione, che intende misurare
"tutte" le potenzialità della parola detta sulla scena,
secondo le modalità di un teatro d'attore semplice, ma non per
questo povero di immagini.
La critica: "Una scena scabra, una pedana di legno inondata di luci
chiare. Il pubblico si siede in silenzio, sugli spalti adattati tutt'intorno,
subito dominato dall'immagine forte che campeggia da un lato: un vuoto
cappotto appeso per le maniche, come una pelle di toro ucciso e messa
ad asciugare. Comincia così, con un colpo d'occhio semplice, ma
denso di drammatiche allusioni, questo potente, bellissimo "Vangelo
secondo Gesù Cristo" (
)
spettacolo generosissimo
di idee e soluzioni. (
)
i quattro attori si danno continuamente
il cambio nell'alternare racconto e rappresentazione." Simona Maggiorelli
- La Nazione
domenica 11 marzo
Associazione Sosta Palmizi
Paola Turci e Giorgio Rossi in
CIELO
Concerto per una voce danzante ed un corpo sonoro
di Paola Turci e Giorgio Rossi
Due artisti a confronto in nome della contaminazione tra musica e danza.
"Cielo" è un concerto per una voce danzante ed un corpo
sonoro, la condivisione di uno spazio scenico sarà lo stimolo che
guiderà il canto della cantautrice romana Paola Turci a modulare
i gesti del danzatore Giorgio Rossi e viceversa, il movimento di uno ad
entrare nelle parole dell'altra con ritmi e dentro spazi di azione flessibili
e sempre diversi.
L'idea di questo concerto danzato nasce dalla necessità di accostare
il canto di una donna alla danza di un uomo. Una voce semplice ad un corpo
semplice. Partendo dal repertorio dei due artisti la contaminazione non
avrà limite e le arti si condurranno attraverso percorsi insoliti
e territori inesplorati percorrendo un Cielo di possibilità.
giovedì 22 marzo
Compagnia di Teatro I Fratellini Bartoli-Cantarelli-Marcucci
DON GIOVANNI
di Molière
traduzione di Luigi Lunari
adattamento e regia di Giuseppe Emiliani
con Marcello Bartoli, Dario Cantarelli, Michela Martini,
Michela Mocchiutti, Lino Spadaro
Il Don Giovanni, l'archetipo del seduttore, il mito senza tempo, il libertino
illuminista che dissacrava tutto, così come lo ha interpretato
Molière, è messo in scena dalla compagnia teatrale fiorentina,
residente al Teatro dei Concordi, "I Fratellini". Giuseppe Emiliani,
che ha curato l'adattamento teatrale e la regia della famosa opera di
Molière, racconta Don Giovanni attraverso gli occhi del suo fedele
servitore Sganarello.
Molière ha consegnato al mondo una forma perfetta che è
diventata origine e modello, per secoli, di una comicità esilarante,
e, al tempo stesso, intrisa della più drammatica amarezza, sempre
consapevole di quanto c'è di ridicolo, ma anche di patetico e di
tragico, in ogni umana debolezza. E i differenti attributi negativi del
protagonista, come la lussuria, la cattiveria, la crudeltà, il
coraggio, l'ipocrisia sono quelli che fanno la ricchezza, la verità,
l'evidenza, l'efficacia, l'umanità del personaggio. Molière
segue il suo protagonista quasi sorridendo, fino a quando assume l'ipocrisia
come linea dominante. E allora il cielo lo fulmina e lo incenerisce. E
qui la commedia raggiunge la dignità della tragedia. Don Giovanni
visto attraverso gli occhi disincantati di Sganarello. In uno spazio teatrale
onirico, poetico, notturno, lo stralunato servo del famoso seduttore di
Siviglia rievoca un mito, antichi amori, antichi rancori. Ogni sera, quasi
fosse una condanna, Sganarello parla e dà vita alle sue creature.
Fa rivivere in scena il suo dispotico padrone. Ogni sera rinnova la farsa
di quell'uomo costantemente in fuga: un provocatore, un miscredente, un
libertino. Sganarello ama e odia il suo padrone e sa che il proprio destino
è indissolubilmente legato a quello di Don Giovanni. Uno Sganarello
che contempla ciò che è stato, cosciente che il suo Don
Giovanni è un mito che per restare vivo e operante ha bisogno di
confermarsi continuamente recitando il mito in eterno, ripetendolo, reiterandolo,
e infine "riflettendo" sé stesso. E Sganarello è
il suo eterno burattinaio che conduce il gioco a tratti divertente, a
tratti ironico, a tratti doloroso e carico di nostalgia. Elementi farseschi
e tragici convivono, come nelle scene di corteggiamento, nei lazzi tratti
dallo scenario e dallo spettacolo degli Italiani che Molière realizza
senza perdere nessuno dei suggerimenti comici che la tradizione gli offre,
testimoniando l'influsso profondo della Commedia dell'Arte, e rendendo,
quindi, per I FRATELLINI, l'allestimento dell'opera di Molière
la logica tappa successiva all'Arlecchino servitore di due padroni.
venerdì 20 aprile
Sosia&Pistoia/Papero srl
Giobbe Covatta e Ugo Gangheri in
I SETTE PECCATI CAPITALI
di Giobbe Covatta e Paola Catella
L'atteso ritorno di un attore amatissimo dal pubblico come Giobbe Covatta
che firma quest'anno il suo nuovo spettacolo interamente dedicato al rapporto
tra il continente africano e il mondo occidentale "I sette peccati
capitali". Covatta, con il suo umorismo intelligente e beffardo,
lascia sempre aperte occasioni di riflessione, dopo il fortunato "Melanina
e Varechina", il grande comico napoletano ritorna con la sua spietata
comicità "sociale". Il suo occhio irriverente scopre
i grandi peccati del mondo occidentale ed osserva quanto possano essere
ridicoli specie se visti dalle altre culture del mondo.
CONCERTI FUORI ABBONAMENTO
sabato 16 dicembre
CORO DEI MINATORI DI SANTA FIORA
Giuliano Martellini prima voce, Piero D'Amario, Lino Nucciotti, Gianluca
Detti, Carlo Pascucci, Enzo "Tascapane" Marelli, Hardy Reichelt,
seconde voci e cori Lucio Niccolai, chitarra, Giuliano "genovese"
Travi e Osvaldo, fisarmoniche, Idelmo Granato, basso, Luciano Verzieri,
chitarra, Emo Rossi, mandolino
Canzoni tradizionali che parlano di maremme e di miniere, d'amori sfortunati
e non corrisposti, di vino e di osterie, all'insegna di una tradizione
musicale e canora - quella santafiorese - che non deve essere dimenticata.
Il nome riprende quello di un gruppo di musica popolare degli anni settanta,
ospitato da Ernesto Balducci alla RAI, alla trasmissione "Voi e io
punto a capo" nel 1977 - si è formato circa tre anni fa su
impulso dell'Associazione culturale "Consultacultura", con l'obiettivo
di recuperare e reinterpretare il vasto e originale repertorio di musica
popolare santafiorese e amiatino.
Il Coro ha inciso il cd Canti di miniere, amore, vino e anarchia e pubblicato
un libro (ed. Effigi) che ripercorre la storia dei canti popolari. Numerose
le partecipazioni a manifestazioni: dall'inaugurazione della nuova sede
di Testimonianze a Firenze, alla Biennale delle culture anarchiche e libertarie
sempre a Firenze; dalla festa di Santa Barbara a Charleroi (Belgio) a
feste e iniziative culturali locali.
Obiettivo del gruppo è la ricerca, la riscoperta e la "ripulitura"
da incrostazioni spurie del repertorio tradizionale, riservandosi la scelta
delle forme della riproposizione musicale e dell'esecuzione.
I pezzi più importanti e significativi del repertorio sono: La
Puscina, uno dei pochi pezzi del repertorio santafiorese dove si parla
esplicitamente dei minatori; Oh bella, oh bella è un pezzo probabilmente
originario di Santa Fiora (non se ne conoscono altre versioni nell'area
circostante), nei cui versi compaiono delle belle e originali metafore
poetiche; Vien la primavera, una canzone dai forti connotati sociali;
Lisa di Santino è un pezzo strutturato originariamente con la tecnica
del bei; Bella se voi veni' comune a tutto il repertorio amiatino, ecc.
giovedì 5 aprile
PETRA MAGONI e FERUCCIO SPINETTI
"Musica Nuda" concerto Jazz
Il duo Petra Magoni e Ferruccio Spinetti nasce per gioco, ma come tutte
le cose nate dall'entusiasmo è subito un successo in Italia e all'estero.
Lei è una cantante con alle spalle studi di canto classico, musica
antica e varie esperienze nel rock, nel pop e nel jazz, lui il contrabbassista
degli Avion Travel. "Musica Nuda" è il titolo che danno
al loro progetto di voce e contrabbasso. Canzoni diverse: da Monteverdi,
agli standard del jazz, ai Beatles, ai Police, a Gigliola Cinquetti, ridotte
all'essenzialità di una voce e uno strumento.
Il loro primo disco, "Musica Nuda", esce nel 2004. Da allora,
centinaia di concerti (organizzati da Cose di Musica) su tutto il territorio
nazionale e 10.000 copie vendute, la partecipazione a due Premi Tenco
e al Primo Maggio 2005, nonché la rotazione sulla radio nazionale
(Caterpillar), la pubblicazione del disco in Francia dove raggiungono
il disco d'oro con acclamazione della critica (le 4 clés di Télerama,
il bollino Fip) e si aggiudicano la presenza per mesi nella top ten della
classifica jazz. Il 31 marzo 2006 esce "Musica Nuda 2" (Radiofandango/edel),
disco in cui l'esperienza maturata continua, arricchita dalla presenza
di brani originali sia firmati dal duo che da importanti autori del panorama
italiano.
PETRA MAGONI
Comincia a cantare da piccola in un coro di voci bianche, e da li non
si è più fermata. Dopo aver studiato canto presso il Conservatorio
di Livorno, essersi perfezionata in musica antica e aver lavorato nel
mondo della musica operistica, approda al rock partecipando a diverse
importanti manifestazioni quali Arezzo Wave e il festival di Sanremo.
Diversi anche i lavori nel mondo della dance, tra cui il brano "Don't
give up" che è stato colonna sonora di tutti gli spot televisivi
della Sasch, e le collaborazioni nel mondo del jazz tra cui quella con
Stefano Bollani, Antonello Salis e Ares Tavolazzi.
FERRUCCIO SPINETTI
È il contrabbassista della Piccola Orchestra Avion Travel, con
i quali collabora dal 1990. In sedici anni ha registrato sette CD, realizzato
colonne sonore per film e tenuto concerti in Italia e all'estero. Ha collaborato
con Paolo Fresu, Ettore Fioravanti, Stefano Bollani, e ha registrato per
Fiorella Mannoia, Samuele Bersani, Gino Paoli e Patty Pravo. Da diversi
anni è docente presso la scuola di Siena Jazz e dal 2004 è
entrato a fae parte del quintetto di Stefano Bollani.
BIGLIETTERIA
Abbonamento a 7 spettacoli
Platea e palchi intero € 84,00 ridotto € 70,00
Vendita abbonamenti a partire da martedì 28 novembre
Roccastrada: Teatro dei Concordi, tel. 0564564086 da martedì 28
novembre a lunedì 1 dicembre ore 12-13 e ore 17.30/19.30, giorni
feriali.
Grosseto: Dischi Olmi, piazza Dante, 23. tel. 056422491 da martedì
28 novembre
Biglietti
Platea e palchi centrali intero € 15,00 ridotto € 13,00
Palchi laterali intero € 13,00 ridotto € 11,00
Concerti
CORO DEI MINATORI DI SANTA FIORA
(gratuito per gli abbonati) € 3,00
PETRA MAGONI e FERUCCIO SPINETTI
(concerto Jazz) € 10,00
Hanno diritto alla riduzione le persone sotto i 18 anni, sopra i 60 anni,
i gruppi familiari di almeno tre persone.
Prevendite singoli spettacoli:
Teatro dei Concordi, tel. 0564564086, il giorno feriale precedente lo
spettacolo ore 17.30/19.30 e il giorno dello spettacolo ore 10/12, 17.30/19,30
e dalle 20,30.
Grosseto: Dischi Olmi, piazza Dante, 23. tel. 056422491
INFO www.adartespettacoli.it
Grosseto: Dischi Olmi, piazza Dante, 23 tel. 056422491
| Cartellone stagione
teatrale 2005-2006 LOCANDINA (pdf) Cartellone della stagione teatrale 2004-2005 Cartellone della stagione teatrale 2003-2004 Cartellone della stagione teatrale 2002-2003 Cartellone della stagione teatrale 2001-2002 Cartellone della stagione teatrale 2000-2001 Cartellone della stagione teatrale 1999-2000 ********************************* Rassegna Teatro Amatoriale Sem Benelli 2002 Rassegna Teatro Amatoriale Sem Benelli 2003 (volantino pdf) RASSEGNA TEATRO AMATORIALE SEM BENELLI 2004 (2-30 ottobre) Programma (pdf) BANDO RASSEGNA TEATRO AMATORIALE SEM BENELLI 2005 (1-29 ottobre) Programma (pdf) Bando (pdf) La Cantatrice Calva (a cura della Compagnai Instabile dei Dintorni) RASSEGNA TEATRO AMATORIALE SEM BENELLI 2006 (21 OTTOBRE-18 NOVEMBRE) Bando (pdf) LOCANDINA (pdf) Per saperne di più |