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Fiabe

Proponiamo alcuni racconti di tradizione orale rilevati nel territorio di Roccastrada. Sono il frutto della parola degli uomini, nata dal desiderio di raccontare, davanti al fuoco, nelle aie, negli spazi estivi davanti alle case dei paesi, nelle occasioni cerimoniali e nelle evenienze relazionali suscitate dai ricercatori. Rispondono talvolta all'esigenza universale di divertire, di far vibrare la fantasia profonda o raccontano storie, credenze, usi e saperi di lavoro legati alla comunità territoriale.
Per scelta metodologica i documenti mantengono, nella resa cartacea, alcune sonorità e tratti dell'oralità.
Le rielaborazioni sono pertanto il risultato delle conversazioni tra informatori del territorio di Roccastrada ed i ricercatori.

•La Contadina Furba
•Storie di Paura



LA CONTADINA FURBA

C'era una volta un contadino che aveva una figlia molto bella e intelligente..
Un giorno il contadino.. mentre dissodava il su terreno trova un bel mortaio.. ma proprio bello.. bello bello.. Allora va a casa tutto contento e lo dice alla su figliola.. dice "Guarda.. ho trovato un bellissimo mortaio.. domattina lo porto proprio al re"..
La su figliola lo guarda e poi dice "Ah.. io non glielo porterei babbo!.."
"Come mai!?"
"Vedi.. manca il pestello.. perché il mortaio ha bisogno anche del pestello.."
"Ah.. dice.. no.. no che c'entra?!.. Guarda quanto è bello.. te me lo pulisci per bene e io lo porto al re".
La mattina il contadino va sotto le finestre del re e dice alle guardie.. "Ho questo regalo da portare a sua Maestà.." e le guardie insomma lo fanno passare.. lo fanno passare e quando fu alla sua presenza li offre questo mortaio.. però.. a 'n certo momento il re dice "Il mortaio è raro e bello ma villan.. dov'è il pestello?!.."
"Ah!.. Me l'aveva detto la mi figliola che non lo dovevo portà.." dice "Perché?!.." Chiede il re..
"Perché m'ha detto.. è inutile che li porti il mortaio senza pestello.."
Allora il re s'incuriosisce.. e li venne voglia di conosce' questa ragazza.. "Però deve venì.. dice il re.. me la devi mandà domattina e che non sia né di giorno né di notte.. né digiuna né satollar.. né a piedi né a cavallo né spolta né vestita"
"Mamma mia..!" dice quest'omo.. tutto disperato arriva a casa.."Ah avevi ragione.. lo sai che m'ha detto il re?!.. Che devi andare domattina da lui.. però a questi patti.. perché sennò.. mamma mia!.."
Lei principiò a pensò un pochino poi dice "Non ti preoccupà tanto babbo.. lo risolvo.. guarda..!"
La mattina lei prende e si mette una castagna in bocca.. poi prende .. poi prende una rete da pesca é se la avvolge intorno al corpo.. Era aurora e sicché non era né notte né giorno e poi prende una capretto e ci monta a cavallo.. non era né a piedi né a cavallo..
Quando le guardie la videro.. mamma mia! Era una bella ragazza.. con questa rete da pesca.. aprirono subito le porte e la misero al cospetto del re.. dice "O com'è che sei venuta.. credi di avere.."
"Eh.. mi sembra di aver fatto tutte le cose che mi ha chiesto.. perché ho una castagna in bocca e sicché non sono né digiuna né satolla.. è l'aurora e per quello non è né notte né giorno.. poi questa capretta.. non sono né a piedi né a cavallo.. co la rete da pesca non sono né vestita né spolta.." Questo re.. appena la vide.. era talmente bella se ne innamora.. dice "Ti sposo.." però aveva già capito che questa era
un po' furba.. troppo furba.. Il re dice "Ti sposo però non ti devi interessare mai dei fatti del reame.. devi vivere così.. da regina.. ma senza mettere mai il naso nei miei affari.." Lei risponde "Sisì.." contenta.. E fanno queste grandi nozze.. sposa e va tutto bene..
Soltanto lei voleva mette' sempre qualche parola in più.. e lui diceva che rispettasse i patti.. e così andavano avanti.. Ora un giorno.. era il giorno di una gran festa.. di una fiera al paese e era un gran caldo.. e una mucca pregna l andò sotto un carro.. all'ombra.. e partorì.. nacque un vitellino.. Ora.. quando arriva il padrone del carro.. questo della mucca voleva prende' il vitellino.. "Eh no.." dice il padrone del carro "E' sotto '1 mi carro e il vitellino è mio.." Principiò il diverbio tra loro..
"Domani si va al cospetto del re e si risolve questa cosa..".. La mattina infatti vanno dal re.. espongono i fatti e il padrone della mucca dice "Guardi il vitellino è nato lì sotto l'ombra del carro.. però è mio.."
"Eh no..!" dice il re "Il vitellino era lì e il padrone del vitellino è il padrone del carro.."
Quest'uomo disperato dice "Tenevo a questo vitellino.. insomma lo potevo vendere.. potevo guadagnare qualcosa.. invece niente.. ah! Voglio proprio rivolgermi alla regina.." E va dalla regina che li dice "Guarda.. ti dò un consiglio.. però non fa il mi nome perché io non posso intervenire nei fatti del reame"
La mattina il re si affaccia.. tutte le mattine si affacciava alla finestra.. vede un uomo che aveva una gran rete da pesca e la buttava nel prato e faceva finta di ritiralla piena di pesci.. Il re dice "Ma che è.. è pazzo.. oh villan.. ma che fai?! Ma quando mai i prati fanno pesci?!"
E lui risponde "Eh.. e quando mai i carri fanno i buoi?!.." "Uhh..! Questa non è farina del sacco di questo contadino.. qui c'è dietro la Regina.." La regina dice "Beh..!" a un certo momento disse "Sì.. sono stata io.. perché mi sembrava una cosa ingiusta.."
"Io t'avevo detto che non ti dovevi interessare dei fatti che succedevano a corte.. perciò rivai.. e ritorna dal tu babbo.. i patti erano questi e tu li devi rispettare.. allora.. prendi la cosa che più ti piace e vai via.."
La mattina il re si desta e sente "Chicchirichì.. chicchirichì.." dice "O dove mi trovo?!.."
Apre Tocchi e è nel podere di lei.. "Ma che ci faccio.. un re che ci fa qui..in questa casa?!::""Eh guarda che ieri sera m'hai detto che dovevo prende la cosa più cara che c'era.. la cosa più cara per me sei te.. e ho preso te.."
"Eh..! Dice.. con te un ce la fò.."
La riprese.. andarono alla reggia e vissero felici e contenti.
La fiaba "La contadina furba" veniva raccontata di solito, da Marcucci Giuseppina, mia nonna, nata a Roccastrada nel 1898, terza elementare, alle sue cinque figlie. Per tanti anni, poi, seduta davanti alla porta di casa ha narrato storie e fiabe di tradizione orale ai bambini che venivano a giocare alla Colonia, sotto i castagni di Roccastrada. Tante volte l'ho ascoltata. Nel 1992 poi, per nessi affettivi e scientifici ho chiesto a Susanna Emia, mia madre, di raccontarmi la fiaba che aveva amato di più. Lei ha narrato questa bellissima fiaba che trova ampi riscontri nella fiabistica internazionale.
La Furba Contadina AT 875 indice internazionale A.Aarne E.S.Thompson.

 
STORIE DI PAURA"..nel bosco ci volevo esse' quando apriva il giorno.."
Le due storie che seguono sono di paura, frequenti negli universi tradizionali. Nascono forse dal desiderio di parlare della realtà non visibile, delle immagini, delle paure nate nella mente. In una società chiusa come quella contadina esprimono a mio avviso anche l'esigenza di rompere le barriere fisiche e psichiche note per lasciar parlare le ossessioni.. il sogno..
D. E la gente le vedeva le paure?! Molti me ne hanno parlato..
R. Io codesto no.. ma una volta mi so' trovato a un caso.. allora andavo a caccia e ho avuto un po' di paura m'è copitoto altre quella lì.. di qui per andà a Sassofortino c'è la strada no? Che va ai Gessi... c'è un podere si chiama Fossatoio.. c'è una strada dietro il Fossotoio passa va ai Gessi.. allora io una mattina.. ma allora avevo diciassette.. no l'avrò avuti anche di più.. no no calma! Avevo moglie avevo passati venti anni.. avevo preso passione alla caccia e là sapevo che c'era una pianta di.. non so quel nome.. che so' bone d'ottobre vengano marroni..
D. Le sorbe?!..
R. No le sorbe so' più piccole piccine quante l'uva ma so' un pochino lunghe.. mongiàole noi si chiamano.. ma il vero
nome italiano è un altro ma io non me lo ricordo.. e lì ci va i tordi i merli sopra.. ma ci vanno così a mangià.. allora dissi "domattina vò lì" perché a esserci a pieno giorno ci vanno subito a mangià.. allora io parto era buio perché ci volevo esse' quando apriva il giorno.. perché apre il giorno la prima caccia e io.. era buio piglio lì e su con questo fucile quando arrivo a un posto si chiama Morticini.. c'è dei monti di sassi che ce le tiravano quando c'avevano sotterrato qualche morto.. dice che a quello che era morto lo mettevano lì e lo coprivano di sassi in quel modo.. e ognuno che passava gli tirava un sasso... c'è dei monti di sassi alti così.. in quel punto che è lì io camminavo per la strada la mattina.. quando arrivo a un certo punto c'era un pezzetto di retta' una strada di campagna.. ai Gessi vedevo un fochetto.. un focarello nella strada.. dissi "a quest'ora che qui.. ci so' avanti a me?".. "Eh! Non è possibile..è presto.." ogni modo seguitai.. quando arrivo vicino di qui e quella macchina lì quel coso.. questo foco fece.. una fiammata sparì non c'era più niente.. e allora mi impaurii.. allora dissi.. mi venne un po' di paura dissi "C'è il fucile.. ma il fucile che ne fò io.. ma questi so' scherzi io non l'ho mai visti! Non l'ho mai visto.. ogni modo c'avevo da passà lì ci passai lo stesso.. voom! Passai su.. quando arrivai più su trovai un compagno mio.. era davanti a me dissi "ma te non ha visto niente?" "No.. te che ha visto?" "Ho visto così così e così.. un foco m'ha fatto una fiammata e s'è spento non c'è più niente" "Io non ho visto niente.." Insomma l'unica paura che ho visto è quella lì che ho avuto l'unica è quella lì.. perché io da giovane so' sempre stato pauroso.. è capace se viaggiavo di notte vedevo qualche cosa là.. con più lo guardavo più mi pareva un ciuco.. mi pareva insomma.. quando uno ha paura tutte le cose le trasforma è così..
D. Ma quello strano fuoco l'ha proprio visto?!..
R. Eh..! Quello l'ho visto.. e dopo lo raccontai.. mi dissero "Ma quello è so' i gas della terra.. so' i gas della terra che sprigiona questa specie di focarello e poi dice è capace fà una vampata e poi si spenge".. Che so' l'anime?!.. io un ne so niente.. niente..
L'apparizione del diavolo
D. Altre storie le ha sentite?!..
R. Eh.. l'ho risentite raccontà delle belle ancora da uno che stava qui.. e disse.. ero ragazzetto.. disse avevo fatto tardi quassù.. sempre da queste strade qua..
D. Era di Piloni?!..
R. Sì..un Nerozzi.. e questo è un omo serio.. disse.. avevo fatto buio perché aveva le pecore da guardà l'aveva rimesse quassù e dopo a buio veniva giù.. dice quando arrivai vicino al paese qui a 200 metri dal paese m'apparisce un omo dice.. con un cappello a urso
.. alto sarà stato più di du metri.. aveva un cappello in capo a urso in questa maniera.. arrivò alla siepe passò di là traversò la strada e passò di sopra..
Quando fu passato.. "Io venni fine casa a corsa" disse e questo.. bugiardo non era eh..! E lui ha visto questa cosa qui.. era un omo serio e quello che disse l'aveva visto...
I racconti sono il frutto del dialogo avvenuto a novembre 1990 con Bartalucci Otello nato a Piloni nel 1918.

 

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