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Borgo di Torniella

Il suo nome sta ad indicare il tornio, simbolo del paese.
Era un punto obbligato nella strada che da Siena conduceva alla pianura di Grosseto e al porto sull'Ombrone. Tornella è documentata nel sec. XI (nel 1075 come terra di Azzo “de Torgnialla”) e sulla sua pieve ebbe pertinenze il Vescovo di Grosseto (1188).
Feudo della famiglia Ranieri, signori locali per conto degli Aldobrandeschi nel XII sec., passò dopo la conquista del 1255 alla Repubblica Senese, che aprì alla famiglia patrizia dei Bulgarini.
Questi diventano i nuovi padroni del paese, possedendo gran parte delle terre di Torniella e la ferriera lungo il torrente Farma, da dove trassero grossi vantaggi economici.
Il borgo e la chiesa di S. Giovanni Battista
Del paese è ancora leggibile la fisionomia medioevale nei pochi tratti di mura rimasti sopra i quali sono state alzate le case, con alla sommità del borgo il castello dei conti Ranieri, trasformato poi in residenza dalla famiglia Bulgarini.
La facciata della costruzione è assai caratteristica: di un certo pregio il portale cinquecentesco, il cortile interno, alcuni altri ambienti del palazzo.
Seppur non si siano rintracciati riferimenti documentati espliciti, appare l'origine di S. Giovanni come chiesa castrense di Torniella, che nel corso dei secoli è riuscita a conseguire il titolo plebano. Attualmente si presenta come una chiesa ad aula, con copertura a capriata e paramento murario con ampi brani "a filaretto" medievale, particolarmente evidente nel lato meridionale, ove la struttura è rivestita sino all'altezza di circa 4 metri da una robusta scarpa.
La facciata presenta accanto al moderno portale centrale sormontata da un piccolo oculo, chiare tracce di un accesso archivoltato dai caratteri medievali, analogo a quello presente sul fianco meridionale dell'edificio.
Meritevole di attenzione è una Madonna con il Bambino, del XVI secolo, probabilmente attribuibile a Vincenzo Rustici.
La cisterna del 1613 è stata recentemente restaurata.

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