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Castello di Belagaio

Situato al centro della Riserva Naturale della Val di Farma, il castello del Belagaio, il cui nome sembra che derivi da "Pelagus" e quindi dall’acquitrinio che esisteva nell'avvallamento davanti al castello, è stato possesso dei molti potenti che alternativamente si sono imposti nella zona: la famiglia degli Aldobrandeschi, dell'Abbazia di S. Lo­renzo al Lanzo e degli Ardengheschi. Viene già citato nel 1187, insieme alla sua corte, in vendita al monastero di S. Lorenzo al Lanzo e, passato sotto il controllo di Siena, nel Trecento andò declinando, come attestato dalle inadempienze di pagamento delle tasse. Cosicché Siena nel 1438 ridusse a contado la fortezza, annullando i diritti giurisdizionali connessi al suo controllo. Il castello dovette comunque rappresentare un notevole punto strategico a dominio della Val di Farma e forse la sua impor­tanza è stata legata anche alla presenza delle ferriere (stabilimenti di lavorazione del minerale di ferro), numerose lungo la valle. Fu trasformato più tardi in una villa fattoria subendo, a cavallo tra l'800 ed il '900, grosse trasformazioni che gli hanno dato l'aspetto attuale. Unico elemento ancora leggibile, dalla posizione delle sue strutture, è la pianta originaria ma tuttavia conserva ancor oggi il fascino del castello, essendo presenti quegli elementi che architettonicamente lo identificano: le mura che lo racchiudono, la torre ed, all'in­terno, la cappella gentilizia, il pozzo, i magazzini.
Tutto il complesso conferma la tradizione di lavorazione della pietra presente nella zona; bei lavori di intaglio si evidenziano nelle finestre ad edicola e sulle cantonate del palazzo residenziale, nella cappella neoromanica e nella torre, che presenta, nell'intaglio decorativo delle aperture, forme di gusto oltremontano. Nell'interno di quest'ultima, una scanalatura in legno lungo le pareti alloggiava la biblioteca, lontana dai rumori delle faccende giornaliere e ricca di luce.
Da notare che il bel portale di ingresso del palazzo residenziale, a forte bugnato e di gusto tardorinascimentale, è autentico: fu qui trasferito da una abitazione privata dal vicino paese di Torniella.

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