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Dalle prime forme di insediamento al Governo Senese

Iscrizione Romana

Italiana

La parte interna della Maremma che va dalle Colline Metallifere fino alla pianura di Grosseto, comprendendo i comuni di Massa Marittima, Grosseto in parte e Roccastrada, è una zona che ha sempre rivestito un'importanza notevole per le sue numerose risorse agricole e minerarie. Il clima mite e favorevole e la sua potenzialità produttiva, legata alla presenza di minerali di ferro, rame, argento, etc ..., hanno giocato un ruolo determinante per la configurazione del paesaggio umano e per la suddivisione del potere politico ed economico nel territorio. Infatti il destino di questa regione è sempre stato quello di essere sfruttata esclusivamente come produttrice di materia prima, sia che ad usufruirne fossero in periodo etrusco le città di Vetulonia e RoseIle o Siena e Firenze in epoca medioevale e postmedioevale.

Non sono molte attualmente le testimonianze di insediamenti sparsi nel territorio, se si escludono le imponenti presenze medioevali. Questo però, non deve necessariamente far pensare ad uno scarso popolamento, poiché esistono numerosi fattori che possono aver reso difficilmente intelligibile il quadro insediativo. Prima di tutto il territorio in questione non è ancora stato studiato globalmente; in secondo luogo a partire dalla protostoria si è spesso verificata una continuità insediativa che evidentemente ha ostacolato la ricerca, infine la nostra zona, nella sua parte più fertile e quindi più idonea all'insediamento, ha subito un lungo impaludamento ed una serie di bonifiche, che sicuramente hanno alterato in misura non lieve il paesaggio antico. Nella Maremma grossetana in generale, le prime tracce umane di una certa consistenza sono relative al periodo neolitico; testimonianze di questo tipo sono state infatti individuate a Roselle, Massa Marittima, all’Argentario etc ...

Dopo un periodo di transizione (Eneolitico), inizia nel terzo millennio circa a.C. la cosiddetta età dei Metalli, in cui si ebbero con molta probabilità i primi scambi commerciali, collegati ad un primitivo sfruttamento delle risorse minerarie. I primi materiali ad essere sfruttati furono rame e bronzo, che in discrete quantità si trovavano in tutta la zona (es. i minerali cupriferi di Roccatederighi). Dopo il mille a.C. l’importanza dei minerali crebbe e da ciò trasse vantaggio questa area proprio per la sua ricchezza. A questo periodo di fioritura si può attribuire quella importante testimonianza rappresentata dalla necropoli di Sticciano Scalo. Questa necropoli ad incinerazione è costruita da ossuari deposti direttamente nel terreno (il materiale della necropoli è oggi visibile presso la sezione preistorica del Museo Archeologico di Firenze) e risale all’età protovillanoviana (XI-IX sec. A.C.).

Il momento successivo vede il formarsi dei primi centri urbani per sinecismo - ossia per accentramento in una unica città della popolazione prima sparsa per le campagne - dei vari villaggi sorti nella zona e tale processo avviene nei luoghi che permettono una maggiore facilità di comunicazione, cioè sulle colline costiere e presso i fiumi di una certa importanza. Nel nostro caso i due centri urbani di Vetulonia e Roselle sorgono in una posizione dominante il lago Prile che, essendo un ampio bacino in diretto contatto con il Mar Tirreno, rivestiva un’enorme importanza economica e politica. Di conseguenza, mentre nelle zone costiere va fiorendo una vera e propria civiltà urbana, verso l’interno ossia nel nostro territorio, gli insediamenti restano piccoli, monoproduttivi e quindi dipendenti adesso dal centro urbano: si hanno testimonianze di accordi comunitari che mostrano come siano le due città etrusche della zona mineraria, Vetulonia e Populonia, a spartirsi l’industria estrattiva e metallurgica.

Fra il V e il IV sec. A.C., dopo un "boom" economico, si ha in tutta l’Etruria settentrionale una crisi che coinvolge soprattutto le attività di esportazione mineraria per la chiusura di rotte commerciali, crisi che vede anche una diminuzione delle attività agrarie. Ne conseguono lo spopolamento parziale del territorio e una grossa perdita di potere da parte di centri "industriali e commerciali" come Vetulonia. Roselle, la cui economia più legata all’agricoltura, risente in misura minore della crisi, approfitta di tale decadenza per impossessarsi delle miniere del massetano e di quelle di Roccastrada, a scapito di Vetulonia; sarà proprio a seguito di questa fase di espansione, che il territorio di Roccastrada verrà interamente incorporato nei confini rosellani. Pur tuttavia non si hanno grosse variazioni nel quadro generale degli insediamenti; l’unico cambiamento di una certa importanza avviene dopo la conquista romana del territorio di Roselle (294 a. C.), poiché qui, come nella quasi totalità dei casi, al periodo romano corrisponde un’interruzione della attività siderurgica, dovuta al fatto che Roma aveva maggior convenienza ad importare la materia prima dalle provincie lontane che non ad estrarla in loco. Inoltre, a partire dall'epoca imperiale, si assiste alla rovina definitiva della vecchia economia agraria che comporta, a livello territoriale, un ulteriore spopolamento delle campagne e la decadenza dei centri urbani; spesso, infatti, l'aristocrazia terriera si trasferisce dalle città periferiche nella capitale Con molta probabilità è proprio adesso che ha inizio un primo impaludamento delle terre più esposte a questo tipo di rischio, tantoché, sotto Traiano, la Maremma toscana viene definita già malsana. Naturalmente la situazione non è ancora così grave come lo sarà più tardi, tanto è vero che per tutta l'età romana fino ad arrivare all'alto Medioevo sono attestate presenze umane significative nella fascia a sud del territorio del Comune di Roccastrada, in quella zona di pianura che sicuramente avrà subito opere di canalizzazioni agricole per la coltura soprattutto cerealicola. Nell'area più meridionale del Comune, in direzione delle Colline Metallifere, lungo i torrenti Rigo e Asina (presso Montelattaia, Pian dei Bichi, etc ...), sono state individuate interessanti presenze che attestano una continuità insediativa che va dal VI secolo a.C. fino all'età barbarica. A quest'ultimo periodo è stata attribuita anche una importante necropoli scoperta intorno al 1935 presso Sticciano Scalo.

Con l'Alto Medioevo la situazione si aggrava a causa dell'abbandono di questo sistema di canalizzazioni, connesso anche ad una serie di alluvioni che accentuano ulteriormente e, si può dire in modo definitivo, l'impaludamento e lo spopolamento di questa terra. E propria di questo periodo infatti la grossa trasformazione del paesaggio umano e naturale. La stessa Roselle che, nel IV secolo d.C. era divenuta sede vescovile di un'ampia circoscrizione comprendente anche il territorio ereditato da Vetulonia, subì una serie di contrazioni che la portarono a perdere il nome di città e la sede vescovile che nel 1138 fu trasferita a Grosseto. Primo documento noto e importante per la storia del nostro territorio è la donazione carolina del 787. Carlo Magno cede in quell’anno le tre "civitates" di Populonia, Roselle e Sovana a Papa Adriano I e suddivide con tale disposizione, la parte meridionale dell'antica Tuscia da quella settentrionale: quest’ultima resta in mano all'Impero, mentre la prima viene a far parte del patrimonio di S. Pietro. La nostra zona, che rientrava precedentemente nel dominio dei Longobardi, viene a trovarsi, a seguito di tale donazione, proprio sul confine tra le due giurisdizioni. Trattandosi di una terra particolarmente ricca e ambita essa viene così a essere controllata tanto dall'Imperatore che dal Papa. Tale posizione istituzionale, per la sua singolarità, giocherà a favore dei signori a cui essa verrà infeudata e cioè gli Aldobrandeschi.

 

Con il dominio feudale aldobrandesco in Maremma inizia anche, nel X sec., la costruzione di fortificazioni e castelli nella zona con funzioni prevalentemente difensive. Il primo castello attestato in questa zona, ancor prima di Sticciano, è Lattaia, citata in un documento del 973. Nel 1479 Lattaia fu arsa e distrutta e, nel 1640, il numero dei suoi abitanti ammontava a 25. Fra i centri invece ancora oggi abitati di origine medioevale, oltre al suddetto Sticciano, vi sono Roccastrada che viene citata per la prima volta dalle fonti nel 1118 come "Rocca di Fabiano", Montemassi che vien fatto risalire ad una epoca anteriore il Mille, Roccatederighi (forse la medioevale Rocca Norsina) che fin dal 1110 appartenne ai territorio rosellano, Sassofortino che fu fondata dagli abitanti scampati alla distruzione della rocca di Sassoforte avvenuta ad opera dei Senesi nel 1330 e Torniella del quale castello i documenti parlano per la prima volta nel 1226. A partire dal X sec. si verifica quindi in tutto il territorio un processo di incastellamento, cioè di concentrazione della popolazione intorno alle residenze fortificate in luoghi sempre più impervi e difesi naturalmente. Il risultato finale della espansione aldobrandesca fu una prima unificazione geopolitica della Maremma sotto il loro dominio agli inizi del XIII secolo. Quindi, a risultato di questo importante momento, la Maremma si trova isolata da grossi centri, con una popolazione estremamente ridotta e con una situazione tale, nelle pianure, da non permettere più l'insediamento; assistiamo a questo punto alla definizione di un paesaggio caratterizzato da castelli, intesi come borghi fortificati, ben distanti l'uno dall'altro, che differenziano per la prima volta in modo determinante questa zona del resto della Toscana, che va invece configurandosi in una fitta maglia di insediamenti generalmente di minore dimensione. Castelli come Sassoforte, Montemassi, Roccatederighi, per indicare i più caratteristici, con il loro affascinante aspetto di rocche inespugnabili, bene possono esprimere l'immobilità di un mondo rimasto a lungo feudale, al di fuori della frenesia economica che il centro della Toscana stava vivendo (basti pensare che una strada carreggiabile fra Siena e Grosseto fu aperta solo nel 1370).

 

Inglese

The interior of the maremma from the hillsides to the Grosseto plain, including the municipalities of Massamarittima, Grosseto in part and Roccastrada, is an area that has always covered a remarkable part for its numerous agricultural and mineral resources. The mild and favorable climate and its productive potential, linked to the presence of iron, copper, silver, etc… minerals have played a decisive role in the configuration of the human landscape and in the division of political and economic power in the territory. In fact the fate of this region has always been to exploit only as a producer of raw materials, wheter to use it in the Etruscan period the cities of Vetulonia or Roselle or Siena and Florence in medieval and post-medieval. There are no many presently testimonies of sttlements spread across the territory, unless the imposing medieval presences are ruled out. However, this does not necessarily mean that  there is little population, since there are many factors that may have made the framework difficult to understand. First of all, the territory in question has not yet been studied globally; Secondly, from the protostoria,  there has often been a settlement continuity that obviously hindered the search, and finally our area, in its most fertile part and therefore more suitable for the settlement, suffered a long impalement and a series of reclamations, which certainly have altered the anti-landscape not so well. In the Grossetan Maremma in general, the first human traces of a certain consinstency are related to the neolithic priod; Testimonials of this type have in fact been identified as Roselle, Massamarittima, Argentario etc…

 

After a transition period (eneolithic), begins in the third millennium about a.C. the age-old metal of the metals, where it was most likely the first commercial exchanges, linked to a primitive explitation of mineral resources. The first materials to be exploited were copper and bronze, which in quantity dispersion are found througout the area (eg. Cupriferal minerals of Roccatederighi). After the thousand a.C. the importaance of minerals grew, and this benefited this area for its wealth. This period of flowering can be attributed to that important testimony represented by the necropolis of Sticciano Scalo. This incineration necropolis is built by oxuaries deposited directly into the ground (the material of the necropolis is now visible at the prehistoric section of the archaeological museum of Florence) and dates back to the Protovillanovian age (XI-IX sec. A. C.). The next moment saw the emergence of the first urban centers for sinecism- that is to say, by focusing on a single city of the first population scattered in the countryside – of the various villages that emerged in the area and this process takes place in places that allowfor greater ease of comunication, coastal hills and rivers of a certain importance. In our case, the two urban centers of Vetulonia and Roselle dominate the lake of Prile which, being a large basin in direct contact with the tyrrhenian sea, occupied a huge economic and political importance. As a result, while in coastal areas is a true urban civilization, inland, or in our territory, the settlements remain small, monoproductive and therefore now dependent on the urban center: there is evidence of community agreements that show how they are two etruscan towns of the mining area, Vetulonia and Populonia, to break up the mining and metallurgy industries. Between the fifth and the fourth centuries. A.C, after a economic boom, there is a crisis across northern etruria which mainly involves mining export activities for the closure of commercial routes, a crisis with also sees a decrease in agricultural activity.Resulting in the partial depopulation of the territory and a major loss of power by “industrial and commercial” centers such as Vetulonia. Roselle whose agriculture-related economy, to a lesser extent than the crisis, took advantage of this decadence to take over the mines of the massetan and those of Roccastrada at the expense of Vetulonia; will be due to this expansion phase, that the rotting earthquake will be entirely incorporated into the rosellan borders. Although there are no major variations in the generalsituation of settlements; the only change of a certain importance takes place after the roman conquest  of the area of roselle (294 A.C), since here , as in almost all cases, the Roman period corresponds to a breakdown of steelwork de to the fact that Rome had more convenience to import raw material from distance prvinces that no to extract it from the site. Moreover, since the imperial era, there is the definitive ruin of the old agrarian economy, which entails a further depopulation of the countryside and decadence of urban centers; in fact the land aristocracy moves from the pearly cities to the capital. Most likely it is precisely now that a first impalement of the most exposed lands is at risk, so much so that, underneath, the Tuscan Maremma is already defined. Of course the situation is not as severe as it will be later, so it is true that throughout the Roman age to the middle ages there are significant human presence in the southern face of the commune of roccastrada, in that area of the plain that will surely have been works of  agricultural canalization for crop aspecially cereal. In the southern most part of the municipality, in the direction of the metallic hills along the ridge ans donkey horns (Montelattaia, Pian dei bichi, etc…), interesting attitudes have been identified that attest to a settlement continuity dating from the 6th century a.C. until the barbarian age. This last period was also attributed yo an important necropolis discovered around 1935 near Sticciano Scalo. With the hight middle ages, the situation is aggravated due to abandonment of this channel system, connected to a series of floods that further accentuate and, definitively speaking, impalement and depopulation of this land. In fact, this period is the major transformation of the human and natural landscape. Roselle itself, who in the fourfh century A.C. had become the bishopric of a large district including the territory inherited fromVetulonia, suffered a series of contractions that led to the lost name of the city and the bishop’s seat which 1138 was transferred to Grosseto. The first known and important document for the history of our territory is the Caroline donation of the 787. In that year Carlo Magno gave the three “civitates” of  Populonia, Roselle and Sovana to pope Adriano I and subdivided with that disposition the southern part of the ancient Tuscia from the northern one: the latter remains in the hands of the empire, while the first one is part of the patrimony of St. Peter. Our area, which formerly belonged to the Longobards, comes after that donation right on the border between the two jurisdiction. Since it is a particularly  rich and desirable land it is thus controlled by both the emperor and the pope. This institutional position, for its singularity, will play in favor of the lords to whom it will be infused namely the Aldobrandeschi. Aldobrandesque feudal rule in Maremma  also began in the X century buildings of fortifications and castles in the area with predominantly defensive functions. The first castle in this area, even before Sticciano, is Lattaia, quoted in a 973 document. In 1479 Lattaia was burned and destroyed and in 1640 the number of its inhabitants was 25. Among the centers still inhabited today of medieval origin, in addition to the aforementioned Sticciano, there are Roccastrada, which is first quoted from the sources in 1118 as “Rocca di Fabiano”, Montemassi which dates back to an earlier time the thousand, Roccatederighi (perhaps the medieval Rocca Norsina), which since 1110 belonged to the rosellano territory, Sassofortino, which was founded by the inhabitants escaped from the destruction of the fortress of Sassoforte, which was carried out by the senesi in 1130, and Torniella of which castle documents speak for the first time in 1226. from the X century there is a process of incineration throughout the territory ie concetration of population around fortified residences in increasingly impervious and defensible places. The end result of the aldobrandesque expansion was a first geopolitical unification of Maremma under their domination at the beginning of the 13th century. Thus, as a result of this important moment, Maremma is isolated from large centers, with an axtremely small population and with such a situations, on the plain, to no longer allow for settlement, we are witnessing at this point the definition of a landscape characterized by castles, referred to as fortified villages, far apart from each other, which distinguish for the first time this area of the rest of  Tuscany, which is instead becoming a dense gerally smaller size meshes. Castles like Sassoforte, Montemassi, Roccatederighi, to indicate the most characteristic, with their fascinating appearance unshakeable bastions, can well express the immobility of a long feudal world, outside the economic frenzy that the center of Tuscany was living (just think that a road between Siena and Grosseto was opened only in 1370).

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