HomepageNotizieComunicati Stampa

Comunicati Stampa


GENNAIO 2003

Il 28 Gennaio la Giornata della Memoria a Roccastrada.
Viaggerà su vie telematiche il ricordo del campo di internamento di Roccatederighi

Un luogo di pace e di meditazione immerso tra i castagni delle colline della Maremma trasformato nel giro di pochi giorni in un inferno, in un luogo di odio e di terrore, in un crocevia di disperazione per tanti ebrei durante l'Olocausto nazifascista. Potrebbe cominciare così la storia che racconteranno martedì 28 gennaio al Teatro dei Concordi di Roccastrada Luciana Rocchi, direttrice dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età contemporanea di Grosseto, e gli altri relatori della conferenza organizzata dal Comune di Roccastrada per rinnovare il ricordo di un episodio avvenuto in un angolo del suo territorio comunale, tra i tanti della persecuzione nazifascista nei confronti degli ebrei.
La manifestazione che avrà inizio alle ore 10,30, alla quale prenderanno parte anche gli studenti delle scuole medie e dell'Istituto Tecnico per il Turismo ed una delegazione dell'ARCIGAY di Grosseto, è stata voluta per onorare la Giornata della Memoria, istituita tre anni fa con legge dal Parlamento italiano per non dimenticare l'Olocausto.
Questa storia fatta di disperazione, violenza e morte basata su testimonianze dirette, come quella contenuta nel diario dell'ebreo pitiglianese Azeglio Servi, non si fermerà tra le poltrone ed i palchi del teatro di Roccastrada ma attraverso internet potrà essere letta in tutto il mondo.
L'episodio si svolge a Roccatederighi, una frazione del Comune di Roccastrada, nel 1943 ed il luogo di pace e di meditazione che si trasforma nel giro di pochi giorni in un inferno è la sede estiva del Seminario Vescovile. Il 24 novembre 1943, infatti, ebbero inizio i lavori di adattamento dell'edificio del Seminario. Doveva essere trasformato in campo provinciale di internamento per ebrei. Intanto in quei giorni in provincia di Grosseto iniziavano le persecuzioni antisemite. Nel giro di soli quattro giorni l'edificio venne trasformato in un campo con reticolati e militari armati di mitragliatrice e bombe a mano. Colui che dette il via ai lavori fu Alceo Ercolani, il capo della Provincia di Grosseto dall'ottobre 1943 al giugno 1944, il direttore fu Gaetano Rizziello. All'inizio furono 80 gli internati. Tra questi c'erano numerosi vecchi, donne e bambini. E' impossibile però stimare il numero complessivo di quelli che passarono da Roccatederighi nei sette mesi di vita del campo. Roccatederighi fu per molti di loro solo una tappa di un tragico viaggio che, transitando per il campo di concentramento di Fossoli di Carpi, giunse su fino a luoghi dai nomi drammaticamente celebri come Auschwitz, Mathausen e Bergen Belsen. Sono trentatre, in particolare, gli internati a Roccatederighi che figurano negli elenchi degli ebrei identificati deportati ad Auschwitz. Soltanto quattro di essi furono liberati. Ventinove non fecero mai più ritorno alle loro case. Questi i loro nomi (tratti da: Liliana Picciotto Fargion, Il libro della Memoria. Gli ebrei deportati dall'Italia 1943-45, Milano, Mursia, 1991): Berger Adolf; Bermann Friederich; Brosan Berta; Cava Aldo, Enzo e Franca; Della Riccia Berta, Erasmo e Luciana; Finzi Natale e Gigliola; Gorniki Mosé; Kipitz Teresa; Landmann Mendel, Simon e Rita; Lautersten Hanna; Moscati Elda; Popper Gertrude; Salzer Edmondo; Satler Caterina; Steiner Ernst e Josephine; Triebfeder Nathan; Turtelaub Hans e Walter; Waldmann Alberto, Franziska e Saul Behar; Wodak Mary; Zeltowsky Abraham; Zundler Henriette Cecilia.


torna all'inizio

HomepageNotizieComunicati Stampa