Le Vie della Miniera

Il Sindaco Giancarlo Innocenti invitato a raccontare l'esperienza della Miniera di Ribolla

Nei giorni scorsi il Sindaco di Roccastrada Giancarlo Innocenti ha partecipato alla manifestazione  LE VIE DELLA MINIERA: il primo tentativo in Puglia e unico nel Mezzogiorno di mettere in rete i siti minerari  per realizzare un percorso della Memoria, della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico industriale. Giancarlo Innocenti era stato invitato dagli organizzatori per portare la testimonianza di Ribolla e raccontare le esperienze di recupero e promozione del territorio, da “Ribolla 2004” alle azioni del  Parco Archeologico e tecnologico delle colline metallifere.

In particolare il 30 gennaio a San Marco in Lamis si e’ tenuto l’incontro LA MINIERA DA RECUPERARE: ovvero il racconto,attraverso documentari e fotografie, dei luoghi abbandonati. – con la presenza anche del giornalista  di La Repubblica Paolo Rumiz  e dell’Organizzatore di tutti gli eventi Maurizio Tardio.

 

Il 31 gennaio i lavori si sono spostati  a Manfredonia con: – LA MINIERA DA VISITARE: convegno sul tema delle potenzialità turistiche dei siti minerari, durante la quale il Sindaco  Innocenti e’ entrato nel dettaglio del recupero della memoria mineraria a Ribolla e nelle Colline metallifere, discutendone con il Vice Presidente della Provincia di Foggia Avv. Maria Elvira Consiglio  e  l’Assessore del Comune di Manfredonia Pasquale Rinaldi.

 

Quella della miniera di bauxite di San Giovanni Rotondo e' una storia dimenticata  Alla vigilia della seconda guerra mondiale, era il luglio del 1939, la Società Anonima Montecatini ricevette in concessione per 50 anni una zona di 786 ettari, poi diventati oltre 1600, per realizzare un impianto di estrazione della polvere rossa, elemento principale per la produzione dell'alluminio. In poco tempo il giacimento di San Giovanni divenne uno dei più importanti della industria estrattiva italiana, portando un relativo benessere nella città di San Pio. I minatori furono "elemento determinante nel tessuto sociale" di San Giovanni Rotondo, ed ebbero grande parte nel riscatto economico di un territorio povero, ancora lontano dalla notorietà internazionale e dal movimento economico determinato da Padre Pio. La storia della miniera di san Giovanni Rotondo è uguale alla storia di tutte le miniere. Storia di fatica, di lotte sindacali, di vittime sul lavoro. Ventisette i minatori che persero la vita tra il 1940 ed il 1963. dieci anni dopo l'ultima vittima della polvere rossa l'Anonima Montecatini decise di chiudere l'attività. Era il 14 maggio 1973. Oggi rimangono i segni della miniera, ormai reperti arrugginiti di archeologia industriale.