Roccatederighi diventa custode della camicia rossa garibaldina del suo cittadino Raffaello Ricci

La camicia, insieme alla divisa, al berretto e a 4 medaglie, sarà consegnata alla comunità giovedì 11 agosto dal pronipote di Ricci, Raffaello Mori Pometti

La comunità di Roccatederighi diventa custode della camicia rossa garibaldina appartenuta al suo cittadino Raffaello Ricci e oggi donata dal pronipote Raffaello Mori Pometti. La cerimonia di consegna della divisa delle truppe garibaldine, insieme al berretto e a quattro medaglie, è in programma giovedì 11 agosto nel borgo roccastradino, a partire dalle ore 18, e vedrà anche la firma del protocollo fra il Comitato Camicia rossa di Raffaello Ricci guidato da Raffaello Mori Pometti, la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Roccatederighi, che custodirà il bene storico per conto della comunità locale, e il Comune di Roccastrada, che si farà garante della donazione e della sua conservazione negli anni. 

Il programma. La serata dedicata alla camicia rossa garibaldina di Raffaello Ricci si aprirà alle ore 18 con il raduno in Piazza Senesi, da cui sarà raggiunto il cimitero di Roccatederighi per la commemorazione nella cappella dove è sepolto Ricci. L’iniziativa continuerà alle ore 21.30 in piazza Garibaldi, con la presentazione del libro “Raffaello Ricci. Un garibaldino al Tufolino” e gli interventi del primo cittadino di Roccastrada, Francesco Limatola e di Zeffiro Ciuffoletti, storico e docente universitario di origini maremmane, seguiti da rappresentanti di associazioni locali. Ad arricchire la serata saranno le note del Coro di Roccatederighi e della Società Filarmonica Giuseppe Verdi, che accompagneranno la firma del protocollo e la donazione con l’inno di Mameli.

Il garibaldino Raffaello Ricci. Raffaello Ricci nasce a Roccatederighi il 9 marzo 1841, quarto di nove figli. Nel 1858 si iscrive alla facoltà di Farmacia a Siena e si mostra da subito sensibile ai fermenti risorgimentali che agitavano anche il mondo studentesco. Nel 1859, in seguito agli eventi che portarono alla fuga del granduca Leopoldo II e alla formazione del governo provvisorio per cui la Toscana si alleò con il Piemonte contro l’Austria, Raffaello abbandona gli studi appena iniziati per arruolarsi volontario nel riorganizzato esercito toscano. Combatte per la seconda guerra di indipendenza, per cui vien decorato come caporale del 33esimo reggimento di fanteria, e l’11 maggio 1860, insieme ad altri universitari senesi, decide di partire per Livorno per unirsi alla spedizione dei Mille a cui, però, non riesce a partecipare poiché, proprio nello stesso giorno, i garibaldini stavano già sbarcando a Marsala. Ricci non rinuncia alle sue imprese militari e nel 1866 fa domanda al Ministero dell’Interno per passare nell’esercito attivo e combattere nella terza guerra di indipendenza. L’anno successivo aderisce all’appello di Garibaldi per la liberazione di Roma e partecipa, indossando la sua camicia rossa, alla battaglia di Mentana, per la quale, il 17 giugno 1883, gli viene assegnata dal Municipio di Roma la medaglia di benemerito. Nel frattempo, nel 1863, aveva ottenuto l’abilitazione a esercitare la professione di farmacista e per ben tre mandati triennali, a partire dal 1879, ha ricoperto anche il ruolo di sindaco del Comune di Roccastrada. Proprio durante il suo primo mandato (1879 - 1882) nasce a Roccatederighi la Società Operaia di Mutuo Soccorso che oggi si fa custode della sua camicia rossa per conto della comunità. Raffaello Ricci muore improvvisamente, il 21 maggio 1897 all’età di 56 anni.