Castello di Sassoforte
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Sassoforte |
Castello di Sassoforte |
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Storia
La più antica testimonianza documentaria relativa a Sassoforte risale
al 1075/1076 e testimonia l’esistenza di diritti vantati su Saxoforte
da parte di Ildebrando V Aldobrandeschi. Nei primi anni del Duecento, il controllo
sulla zona degli Aldobrandeschi si indebolì, cosicché i veri
detentori del potere erano signori locali, legati da rapporti di fedelitas
agli Aldobrandeschi come Uguccione da Sassoforte. Egli era un protetto dallo
stesso Imperatore Federico II e dopo la sua morte (1250) i signori di Sassoforte
furono indotti ad avvicinarsi a Siena, fautrice ancora di una politica ghibellina,
impegnandosi a combattere contro gli Aldobrandeschi guelfi, detentori del
castello di Montemassi, ove Uguccione fu poi imprigionato e da cui fu liberato
ad opera dei senesi. Passata Siena in mano guelfa (1270), Sassoforte entrò
ripetutamente in contrasto con la potente città, a causa del conflitto
tra gli stessi signori di Sassoforte e gli uomini di Roccatederighi, comunità
all’epoca soggetta al dominio senese. Così durante i primi decenni
del Trecento si compì la sottomissione del castello al comune di Siena:
nel 1316 Ghinozzo e Longarello da Sassoforte cercarono un accordo con il comune
di Siena che non impedisse loro di condurre le proprie ostilità contro
gli Aldobrandeschi di Santa Fiora, i quali nel 1329, catturato Ghinozzo, espugnarono
e si impadronirono del castello. Pochi mesi dopo questa conquista militare,
nel 1330 i conti di Santa Fiora cedettero al comune di Siena, per la considerevole
somma di 5.500 fiorini, i propri diritti sul castello e sul relativo territorio.
La rilevanza strategico militare di Sassoforte determinò l’immediato
allestimento di un cassero per ospitare una guarnigione militare senese ma
a pochi anni dalla vendita la documentazione attesta in realtà lo spopolamento
del luogo, determinatosi forse già da qualche tempo, dal momento che,
nel 1339, un consistente gruppo di suoi originari abitanti all’epoca
residenti in Roccastrada ottenne in affitto perpetuo dal comune di Siena le
terre della "curia" di Sassoforte impegnandosi in pochi anni a ripopolarla
sino a raggiungere i centoventi uomini.
In seguito a tale iniziativa senese, che prevedeva il divieto di risiedere
entro le mura del castello di Sassoforte, su una modesta altura posta lungo
le pendici meridionali del massiccio di Sassoforte si sviluppò il villaggio
di Sassofortino, che per certi versi sostituì l’antico castello
come centro di popolamento e di coordinamento del territorio. Nel 1438, dopo
che nell'area di Sassoforte avevano tentato di imporre la propria egemonia
alcuni esponenti della famiglia senese dei Salimbeni, sia Sassoforte che Sassofortino,
definiti "guasti e disabitati", vennero sottoposti direttamente
alla giurisdizione del comune di Siena.
Architettura
I resti di questo castello si estendono per l'intera circonferenza della piattaforma
riolitica, alla sommità del Sassoforte. Le mura, le torri, il cassero,
sono costruiti in filarotti di riolite con una buona tecnica e con notevoli
particolari architettonici.
Alcuni resti fanno intuire che le mura dovevano essere imponenti anche se
forse non avranno avuto le stesse caratteristiche lungo tutto il perimetro,
data la posizione del pianoro circuito da strapiombi.
Verso nord - ovest si trova il cassero; questa è un'alta costruzione
provvista ancora della porta di accesso con mensola decorata a motivo
vegetale. Sopra questa, due beccatelli per la difesa dell'entrata. Davanti
alle mura si trova una costruzione rettangolare corredata da belle finestrelle
ogivali ed innesti di volta.
Tutto denota una particolare cura, maestria e raffinatezza tanto da individuare
un edificio di uso non comune.
Certamente i resti di questa fortificazione testimoniano un incastellamento,
oltre che di dimensioni notevoli, anche dotato di articolazioni strutturali
non frequenti nella zona e certamente fra le più notevoli del
comprensorio.
Per ulteriori informazioni consulta, ad esempio, il sito web
http://www.gol.grosseto.it/puam/comgr/stor/tesi/sassoforte/sasso00.php
News
Il 10 luglio 2006 ha avuto inizio la prima campagna
di scavo archeologico nel castello di Sassoforte.
La campagna, realizzata grazie allimpegno congiunto del Comune di Roccastrada,
dellUniversità di Siena e della Comunità Montana Colline
Metallifere Grossetane, si svolgerà su 4 settimane concludendosi venerdì
4 agosto. Durante questo primo mese di scavo le ricerche sono concentrate
nellambiente trapezoidale interno al cassero al fine di delineare un
primo quadro generale delle fasi di vita dellarea signorile. La direzione
scientifica è affidata al Prof. Riccardo Francovich (docente di Archeologia
Medievale presso lAteneo senese) e al dr. Carlo Citter (ricercatore
presso la sede di Grosseto dello stesso ateneo); ai lavori sul campo, coordinati
dal dr. Hermann Salvadori, partecipano i collaboratori del laboratorio di
Archeologia Medievale di Grosseto (MediArG) ed un gruppo di studenti provenienti
da università italiane (Venezia, Milano, Padova e Catania) e estere
(Granada).
Per il Comune di Roccastrada lavvio dellindagine archeologica
sul sito di Sassoforte rappresenta un passo di grande importanza nel programma
di valorizzazione del territorio e delle sue emergenze e un forte impegno
rispetto al quale si è già attivato per far convergere tutte
le possibili sinergie consapevole del valore del sito, valore riconosciuto
anche dal suo inserimento nel Masterplan del Parco Tecnologico Archeologico
delle Colline Metallifere Grossetane.
LAmministrazione comunale intende quindi condividere con la popolazione
residente, con i turisti che frequentano il nostro territorio e con tutti
gli amanti dellarcheologia, questo progetto e il percorso attraverso
il quale dalla fase di indagine prima e di consolidamento poi si arriverà
alla fruizione consapevole, in sicurezza, del sito.
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