1. Il perché della ricerca
Questa ricerca è stata avviata al fine di fare luce su un episodio
della Resistenza roccastradina, non molto approfondito dallo studio locale
e nazionale.
Si tratta nello specifico della morte di quattro uomini appartenenti,
ora lo si sa per certo, al Distaccamento di Montemassi della III Brigata
Garibaldi "Antonio Gramsci" di Roccastrada, uccisi per mano
tedesca, sulla strada che congiunge, appunto, Montemassi e Roccastrada.
L' indagine è partita da quest'unica informazione, 4 persone uccise,
in assenza di ulteriori dettagli riguardanti il loro rapporto con la lotta
partigiana. In alcuni casi, infatti, le fonti a stampa mettono in dubbio
il fatto che i quattro fossero effettivamente dei partigiani, ritenendoli
piuttosto dei semplici civili coinvolti in uno scontro con i tedeschi.
(Jona, 1992)
A partire da questo primo risultato, si è cercato di fare luce
sui singoli protagonisti ( Diego Degli Esposti, Pinna Isio, Piastri Lismo,
Bellitto Francesco), sulle loro identità, origini, attività,
per poi allargare lo sguardo alla Brigata Gramsci prima, e all'intero
contesto della Resistenza a Roccastrada e a quella zona della Provincia
di Grosseto di cui quel comune fa parte.
2. Obiettivo/premessa
Se lo scopo principale di questa ricerca sarà la ricostruzione
storico-cronologica dell'episodio, mettendo in evidenza in particolare
i protagonisti dell'azione, non minore importanza sarà data ad
una lettura più critica dell'avvenimento, alla luce di quelle che
furono le peculiarità storico-politiche della Resistenza nell'intera
provincia di Grosseto.
Tenendo presente la peculiarità del momento, la criticità
dell'ultima fase della Resistenza in Maremma caratterizzata dalla precipitosa
e violenta ritirata delle truppe tedesche, e il clima di entusiasmo che
caratterizzava gli ultimi giorni di giugno del '44, grazie agli appelli
del comandante alleato Alexander, si rende necessario il tentativo di
interpretazione di un episodio, come quello di Ponte del Ricci, che presenta
talvolta, lati e nodi abbastanza oscuri.
3. Le origini
Per un ricercatore che intende indagare e comprendere, nel suo complesso
o in una sua singola parte, la storia della Resistenza di Roccastrada,
si rende necessario un iniziale balzo all'indietro nel tempo, per andare
a ricostruire i cosiddetti "fatti del '21" che videro Roccastrada
messa a ferro e fuoco da un'incursione fascista, durante la quale furono
uccisi molti civili.
Nel luglio del 1921 i fascisti avevano inviato al sindaco una lettera
in cui si comandava di dare le dimissioni. Il primo cittadino di Roccastrada
comunica al prefetto l'accaduto e ottiene da questo sicurezze e rinforzi.
Nonostante questo, due camion di fascisti con a capo Dino Castellani,
segretario del Fascio di Grosseto, giunsero a Roccastrada all'alba del
24 luglio 1921, una mattina di domenica durante la quale molte persone
si trovavano per strada recandosi nelle campagne limitrofe. I fascisti
scesero dai mezzi e bastonarono chiunque incontrarono, devastarono le
case dei "rossi", un caffè, un'orologeria, per poi, a
missione compiuta, abbandonare il paese fra inni e bandiere. Appena fuori
però un colpo di moschetto uccise Ivo Saletti, uno dei fascisti
che aveva partecipato all'incursione; gridarono all'imboscata ( anche
se ormai è chiaro che il colpo di fucile fosse partito dal primo
camion uccidendo il fascista che si trovava nel secondo) e prontamente
fecero dietro front. La parola d'ordine fu uno di noi dieci di loro e
così accadde.
Se questo fu l'episodio scatenante della seconda incursione in paese,
le reali cause che portarono a tale raptus di violenza, si fanno risalire
alle note radici socialiste del comune di Roccastrada, che lo rendevano
del tutto inadatto al fiorire della reazione fascista.
La necessità di questo passo indietro fino all'entrata dei fascisti
a Roccastrada, risiede, quindi, nel fatto che, in altro modo, non si potrebbe
comprendere l'insediamento e il radicamento della lotta partigiana, che
due decenni dopo caratterizzò la zona di azione della Brigata Gramssci.
4. L'8 settembre e la nascita delle formazioni partigiane a Roccastrada
Il primo nucleo della III Brigata Garibaldi "Antonio Gramsci",
operante nella zona di Roccastrada e di cui fa parte il Distaccamento
di Montemassi, protagonista dell'azione di Ponte del Ricci, fu costituito
nell'ottobre del '43 da una costola della formazione di Mario Chirici
( comandante della III Brigata Garibaldi, "Camicia Rossa", operante
nella zona di Massa Marittima).
La Gramsci era capeggiata da Sady Basi e aveva come commissario politico
Amedeo Pecci. Si trattava, probabilmente, di una delle formazioni più
politicizzate, particolarmente legata al Partito Comunista.
La formazione subì un rastrellamento il 2 giugno '44, ma i reparti
fascisti non riuscirono ad individuare gli accampamenti essendosi mantenuti
nelle strade più spaziose ed evitando di addentrarsi nel bosco.
Il rastrellamento in sostanza fallì.
Le azioni militari in vista della liberazione della zona, svolte dai partigiani
della Gramsci, furono invece numerose e collocate per la maggior parte
nel mese di giugno '44. Anche se uno degli episodi più famosi e
più ricordati dagli stessi intervistati, risale invece al 21 maggio
'44, giorno in cui furono assalite le carceri di Roccastrada, al fine
di liberare alcuni compagni detenuti e condannati a morte. L'operazione
riuscì benissimo, nonostante le infinite difficoltà.
Possiamo citare come primo momento significativo del mese di giugno del
1944, il giorno 9, momento in cui i partigiani della Gramsci entrarono
a Roccastrada, coltivando l'illusione che "il peggio fosse passato"
e che il nemico fosse stato sconfitto. Tanto che dopo aver occupato il
capoluogo, i 20 partigiani si diressero nelle frazioni di Sassofortino,
Roccatederighi, Montemassi, Ribolla, liberandole prima dell'arrivo degli
alleati.
5. L'episodio di Ponte del Ricci
E' a questo punto della ricostruzione cronologica che si inserisce l'episodio
oggetto della ricerca.
Il Distaccamento di Montemassi era di recentissima costituzione ( 8 giugno)
e constava inizialmente di 12 persone, solo dopo raggiunse il numero di
26. Il capo distaccamento era Diego Degli Esposti, una delle vittime della
strage.
Nonostante i compiti di questo gruppo si indirizzassero soprattutto all'informazione
e all'arruolamento, nei giorni tra il 15 e il 17 di giugno alcuni partigiani
di Montemassi, armi in spalla, procedettero all'azione nei confronti di
un gruppo di tedeschi, nei pressi di Ponte del Ricci. La netta superiorità
numerica e di armamento, sconfigge i 4 partigiani andati in avan scoperta,
rispetto al gruppo che li seguiva.
Molti sono i nodi in parte sciolti e in parte ancora da sciogliere, riguardo
alle varie fasi del combattimento e rispetto ai motivi che li hanno spinti
a compiere l'azione.
6. La liberazione di Roccastrada
A questo punto, seguendo un ordine cronologico, sarebbe necessario tornare
a Roccastrada, per ricostruire gli avvenimenti successivi all'entrata
in paese dei partigiani.
Il 21 giugno ( pochi giorni dopo l'episodio in questione) una prima colonna
tedesca che stava tentando di entrare in paese venne attaccata dai partigiani,
che ne impedirono il passaggio. Il 22 quattro autocarri tedeschi arrivarono
fin quasi al paese, ma ad 1 km dalle prime case vennero di nuovo costretti
a tornare indietro. Sulla strada del ritorno ci fu un duro scontro e i
nazisti dovettero abbandonare i mezzi: i tedeschi subirono cinque perdite,
i partigiani soltanto una, ma era il loro capitano Sady Basy. Il 23 i
tedeschi ritornarono verso Roccastrada in numero ancor più rilevante,
i partigiani resistettero a lungo ma poi dovettero cedere alla furia nemica,
e fecendo evacuare tutta la popolazione. A mezzanotte i tedeschi entrarono
in paese e lo "fecero saltare".
Le truppe alleate entrarono a Roccastrada il 24 giugno.
Dopo Roccastrada rimaneva da liberare Massa Marittima (25 giugno); le
altre località della provincia lo erano già state.
Conclusioni
Le conclusioni vorrebbero tracciare un filo rosso che permetta di collocare
l'episodio di Ponte del Ricci all'interno della resistenza grossetana
in maniera definitiva e legittima, per caratteristiche, peculiarità
del territorio, orientamenti politici; eliminando l'errore fino ad oggi
sostenuto, riguardo alla possibilità che si trattasse di una strage
di civili.