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Ribolla
 

il pozzo Camorra, tristemente noto per la strage del '54

Secondo paese del territorio per abitanti (circa 2.200 ) ed estensione, Ribolla ha una storia relativamente recente rispetto agli altri paesi del Comune. Ribolla è stato un grande centro mineriario italiano ed europeo del ‘900, di cui vestigia si possono ritrovare ampiamente sul territorio; a ricordo è stato realizzato un monumento - piazza opera dello scultore Vittorio Basaglia.

Storia
Il paese non sorse contemporaneamente alla nascita della miniera, nel XIX secolo; inizialmente il lavoro minerario si svolgeva per campagne annuali, con manodopera sostanzialmente stagionale. Solo nel periodo della Grande Guerra, data l'impennata della produzione, vennero costruiti accanto ai pozzi i primi dormitori collettivi, che risulteranno particolarmente utili quando per il lavoro in miniera verranno utilizzati i soldati dell'esercito austro - ungarico fatti prigionieri. Nel corso degli anni successivi il tessuto urbano si ampliò disorganicamente lungo le vie di comunicazione: c'è la costruzione di un grande spogliatoio, di un nuovo dormitorio per i dipendenti scapoli, di un refettorio e delle prime case economiche da dare in affitto alle famiglie operaie. Attorno alla miniera sorsero anche strutture di servizio: spacci aziendali, ambulatori, il dopolavoro con annesso il teatro - cinema, il campo sportivo. La Ribolla che nacque attorno alla miniera di carbone non aveva altra logica che quella di essere funzionale a questa; ma via via che il villaggio si struttura non fu più sufficiente costruire camerate e servizi collettivi. Il problema diventò impellente soprattutto durante l'ultima ondata immigratoria del '46/47 quando arrivarono a Ribolla moltissimi minatori siciliani e calabresi ed il numero dei dipendenti salì a 3.500. Furono costruiti più di 400 appartamenti ma negli anni '50 la Montecatini aveva già deciso di abbandonare la Miniera di Ribolla al suo destino ed era tramontato anche il sistema del paternalismo totalizzante, sia per la fortissima sindacalizzazione degli operai sia perché la Società non intendeva più investire in questa area. La tragedia del 1954, quando - il 4 maggio - lo scoppio del grisou costò la vita a 43 lavoratori, segnando una delle più grandi tragedie minerarie della storia europea, pose emblematicamente la parola fine alla miniera. Così si concluse un'epoca e il paesaggio e il destino di questa parte di Maremma mutarono radicalmente. Scendendo dalle colline la prima cosa che si poteva vedere era la piana di Ribolla completamente occupata da pozzi, con i castelli in legno slanciati verso il cielo, le opere edili, la direzione, i magazzini, la stanza degli argani, la lampisteria, la linea ferroviaria, il legname accatastato nei piazzali sterrati, gli spogliatoi, le mense, il cinema, lo spaccio... Per prima cosa furono chiusi gli accessi ai pozzi e in poco tempo sparirono tutte le strutture meno solide. Le strutture edilizie vennero invece riciclate, riutilizzate come negozi e abitazioni.
La crisi che colpì Ribolla fu forte; a ciò ha contribuito anche di certo la tipicità del boom industriale degli anni '60, la forte richiesta di manodopera da parte delle aziende del triangolo industriale, la progressiva marginalizzazione del settore agricolo, la mancata capacità imprenditoriale, con solo qualche eccezione (es. Coop. Unione di Ribolla), di una comunità che si era formata esclusivamente attorno al lavoro salariato.
Ma dagli anni '70 la città compie un nuovo balzo: l'incremento demografico fu notevole, come sensibile fu l'accrescimento degli insediamenti produttivi, trend che sopravvive ancor oggi.

Parco Minerario
 
Monumento ai Minatori
Il Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere è un progetto che coinvolge vari comuni della provincia di Grosseto interessati al fenomeno minerario (Roccastrada, Gavorrano, Massa Marittima, Follonica, Montieri, …), che ha in Ribolla un suo punto strategico di importanza fondamentale. Il Parco mira al recupero a scopo didattico e culturale di edifici, pozzi e quant’altro serviva per l’estrazione e la lavorazione dei metalli. A Ribolla esistono ancora tracce degli antichi pozzi e una struttura per la cernita del materiale estratto come pure un ex cinema, già di proprietà della Società Montecatini -e camera ardente per i minatori morti nell’esplosione del 1954- che funge da PORTA DEL PARCO e centro di documentazione. La storia mineraria del territorio di Roccastrada non si ferma però a Ribolla; l’attività estrattiva è attestata anche nel medioevo (e comunque risale al periodo estrusco) come nel sito di Poggio Mozzeto tra Sassofortino e Roccastrada per l’estrazione di rame e argento. Altri siti minerari sono quelli di Roccatederighi e Acquanera, tra Roccatederighi e Sassofortino; importanti sono le ferriere, lungo il t. Farma, vicino a Torniella, luoghi di lavorazione del ferro, di origine medievale. Ne sono stati individuati almeno tre, di cui uno ancora in buono stato; questi complessi siderurgici, anche molto imponenti, furono realizzati in muratura con canalizzazioni dei corsi d’acqua, molto spesso associati a mulini, che usufruivano dello stesso apparato idraulico.


Ribolla, Porta del Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, Centro civico - p.zza della Libertà
Tel.0564/578033 - e-mail: portaparcoribolla@virgilio.it


ORARIO DI APERTURA

MARTEDI' 9.30 - 13.30 / 14.30 - 18.30

MERCOLEDI' 14.30 - 18.30

GIOVEDI' 9.30 - 13.30 / 14.30 - 18.30

VENERDI' 9.30 - 13.30

SABATO 9.30 - 13.30 / 14.30 - 18.30


Depliant "Ribolla - percorsi di miniera" (pdf)
Depliant "Ribolla - a mining walk" (pdf)

O
puscolo Cronaca di una miniera - copertina (200 KB, pdf)
Opuscolo Cronaca di una miniera - testo (2MB, pdf)




Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane

La tragedia mineraria di Ribolla

Celebrazioni 2004

Celebrazioni 2005

Celebrazioni 2006


Celebrazioni 2007

Celebrazioni 2008


PORTA DEL PARCO DI RIBOLLA - CONVEGNO SULLE FONTI ORALI - Ribolla, 18 MARZO 2007, ORE 15

Geoturismo in aree minerarie
Conferenza con il Prof. Guido Mazzoleni
Porta del Parco di Ribolla
Ribolla, Grosseto - Piazza della Libertà 3 - venerdì 15 giugno 2007 ore 21:30

In Italia, la vecchia ma felice definizione “giacimenti culturali” rimanda in modo pressoché esclusivo alle tracce che l’uomo ha lasciato sin dalla preistoria. Ricchezze artistiche spesso inestimabili sono diffuse in quasi tutto il territorio. Ma il nostro Paese è anche uno dei più affascinanti mosaici di forme di paesaggio. Il recente Congresso Internazionale di Geologia, organizzato a Firenze nel 2004, ha posto al centro dell’attenzione il tema spesso trascurato del turismo culturale, dedicato alla scoperta delle emergenze naturalistiche. Il grande successo delle escursioni, proposte in quel contesto ad un pubblico cosmopolita, ha acclamato l’Italia come un luogo privilegiato per il “geoturismo”. Difficilmente gli Etruschi avrebbero scavato le loro necropoli nell’entroterra tirrenico tra Toscana e Lazio, se non vi avessero trovato il tufo: un materiale con eccezionali caratteristiche di leggerezza e coibenza (una vera e propria “schiuma di roccia”), facile da lavorare, prodotto dal vulcanismo presso il margine tra “tessere” di crosta continentale ed oceanica. Un esempio di come la natura del substrato diviene parte integrante del paesaggio e della cultura legata al territorio. Il legame antico tra l’uomo e la pietra è il “filo d’Arianna” che accomuna le tradizioni locali di aree lontane come le Colline Metallifere, il Bellunese o l’Iglesiente. Questo legame può costituire uno stimolo alla conoscenza di luoghi diversi, attraverso un tipo di visita che non sia quello frettoloso e consumistico del turista ma, piuttosto, il passo lento e la curiosità del viaggiatore. Questi temi saranno l’oggetto della serata che esporrà, in particolare, i concetti di “geodiversità”, “geositi”, itinerari geologici. La presentazione comprenderà una selezione di immagini della tradizione mineraria del territorio comunale di Roccastrada e due video naturalistici. Questi ultimi illustreranno una zona umida al margine settentrionale del Lago di Como, tra le più importanti dell’Italia Settentrionale, ed un’area alpina nota sia per i ritrovamenti di splendidi cristalli di acquamarina e granato, sia per la tradizionale lavorazione del granito. Relatore Guido Mazzoleni, Professore di Geologia dell’Università degli Studi di Milano.
Interventi di Walter Scapigliati e Leonello Guerra



Per ulteriori informazioni sulla Ribolla mineraria vai al sito Ribollastory


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