Descrizione
Nella seduta del Consiglio Comunale di mercoledi scorso è stata posta in discussione ed approvata dalla maggioranza (la minoranza si è astenuta) la mozione presentata dal gruppo consiliare “Francesco Limatola sindaco” in merito alla tutela dei territori montani e contrasto ai nuovi criteri di classificazione della Legge Calderoli.
La legge 131/2025 introduce infatti una profonda revisione dei parametri storici della “montanità”, con un meccanismo che distingue due sotto-classificazioni all’interno dei territori montani, ovvero i comuni montani che beneficiano di misure di sostegno previsti dalla legge come specifici incentivi e agevolazioni e altri che, pur mantenendo lo status, ne restano privi. Questa revisione determina grosse differenziazioni tra comuni che versano comunque in condizioni di oggettiva fragilità.
Sulla base di questa legge ci saranno comuni che verranno totalmente esclusi dalla classificazione montana e che di conseguenza perdono ogni riconoscimento e tutela, altri comuni che pur riconosciuti come montani non vedranno applicarsi nei propri confronti le misure di sostegno previste dalla legge tra cui incentivi economici ed infine comuni montani nei quali si applicheranno pienamente le misure di sostegno.
Contro a questa decisione c’è stata una forte mobilitazione istituzionale che ha visto centinaia di Comuni, oltre ad ANCI e UNCEM, presentare formale ricorso al TAR per chiederne l’annullamento, ma nonostante la contrarietà dei territori, è stato confermato integralmente il taglio dei Comuni ed il Decreto ha reso efficace il provvedimento.
“Non possiamo accettare che ai territori esclusi o privati dei benefici non si applicheranno più alcune delle storiche norme di tutela e sostegno socio-economico introdotte da una legge del 1994 – queste le parole del Sindaco Francesco Limatola - e come sindaci cercheremo di far sentire la nostra voce ed opporci in tutte le sedi istituzionali a questa riforma. Questa norma produrrà numerose discriminazioni e danneggiamenti di natura economica e sociale: le mancate agevolazioni sulle accise per i mini-impianti di riscaldamento e i servizi energetici locali causeranno un immediato aumento dei costi per cittadini e imprese montane, la decontribuzione sul lavoro agricolo per le zone svantaggiate, creerà gravi difficoltà alle aziende del comparto e la cessazione delle deroghe previste sui parametri minimi di alunni per la formazione delle classi comporterà il rischio concreto di accorpamenti e chiusure di plessi scolastici nei territori come il nostro che verranno esclusi dai benefici”.
Il Consiglio Comunale, esprimendo la totale contrarietà a questo provvedimento che colpisce centinaia di Comuni che si trovano in condizioni di fragilità economica e sociale, aumentando ancora di più le disparità tra cittadini, dà mandato al Sindaco e alla Giunta di chiedere formalmente alla Camera dei Deputati di calendarizzare con urgenza ed approvare la proposta di legge che chiede l’abrogazione dell’art. 2 della legge 131/2025, nonché di intraprendere ogni iniziativa, anche legale, idonea a tutelare i diritti del comune e dei propri cittadini contro l’esclusione dai benefici e dalle tutele previste dalla legge previgente.
La legge 131/2025 introduce infatti una profonda revisione dei parametri storici della “montanità”, con un meccanismo che distingue due sotto-classificazioni all’interno dei territori montani, ovvero i comuni montani che beneficiano di misure di sostegno previsti dalla legge come specifici incentivi e agevolazioni e altri che, pur mantenendo lo status, ne restano privi. Questa revisione determina grosse differenziazioni tra comuni che versano comunque in condizioni di oggettiva fragilità.
Sulla base di questa legge ci saranno comuni che verranno totalmente esclusi dalla classificazione montana e che di conseguenza perdono ogni riconoscimento e tutela, altri comuni che pur riconosciuti come montani non vedranno applicarsi nei propri confronti le misure di sostegno previste dalla legge tra cui incentivi economici ed infine comuni montani nei quali si applicheranno pienamente le misure di sostegno.
Contro a questa decisione c’è stata una forte mobilitazione istituzionale che ha visto centinaia di Comuni, oltre ad ANCI e UNCEM, presentare formale ricorso al TAR per chiederne l’annullamento, ma nonostante la contrarietà dei territori, è stato confermato integralmente il taglio dei Comuni ed il Decreto ha reso efficace il provvedimento.
“Non possiamo accettare che ai territori esclusi o privati dei benefici non si applicheranno più alcune delle storiche norme di tutela e sostegno socio-economico introdotte da una legge del 1994 – queste le parole del Sindaco Francesco Limatola - e come sindaci cercheremo di far sentire la nostra voce ed opporci in tutte le sedi istituzionali a questa riforma. Questa norma produrrà numerose discriminazioni e danneggiamenti di natura economica e sociale: le mancate agevolazioni sulle accise per i mini-impianti di riscaldamento e i servizi energetici locali causeranno un immediato aumento dei costi per cittadini e imprese montane, la decontribuzione sul lavoro agricolo per le zone svantaggiate, creerà gravi difficoltà alle aziende del comparto e la cessazione delle deroghe previste sui parametri minimi di alunni per la formazione delle classi comporterà il rischio concreto di accorpamenti e chiusure di plessi scolastici nei territori come il nostro che verranno esclusi dai benefici”.
Il Consiglio Comunale, esprimendo la totale contrarietà a questo provvedimento che colpisce centinaia di Comuni che si trovano in condizioni di fragilità economica e sociale, aumentando ancora di più le disparità tra cittadini, dà mandato al Sindaco e alla Giunta di chiedere formalmente alla Camera dei Deputati di calendarizzare con urgenza ed approvare la proposta di legge che chiede l’abrogazione dell’art. 2 della legge 131/2025, nonché di intraprendere ogni iniziativa, anche legale, idonea a tutelare i diritti del comune e dei propri cittadini contro l’esclusione dai benefici e dalle tutele previste dalla legge previgente.
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Last edit: 30/07/2026 13:22:12